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02.10.2026

Alunni fumano a scuola, la docente li rimprovera e loro la prendono a sassate alle spalle: portata in ospedale

Un fatto increscioso: una docente di un liceo di Pomezia, nel Lazio, è stata “bersagliata da un lancio di sassi da parte di un gruppo di studenti, colpevole unicamente di aver esortato al rispetto del divieto di fumo sancito dalla legge”.

L’episodio

A dirlo, come riporta Roma Today, in una nota, la Rsu (Rappresentanza sindacale unitaria) della scuola. L’episodio si è verificato martedì 29 settembre quando intorno alle 13 è sopraggiunta una pattuglia dei Carabinieri dopo la segnalazione ricevuta.

I militari hanno poi ascoltato il racconto della docente, una 40enne. L’insegnante ha riferito che, mentre stava rientrando nell’edificio, è stata colpita alle spalle da dei “sassolini”. A scagliargli sarebbero stati degli alunni che erano stati richiamati al rispetto del divieto di fumo. Successivamente è stata medicata in una clinica da dove è stata dimessa con una prognosi di 14 giorni.

La nota della Rsu

“Si tratta di un comportamento delinquenziale inaccettabile che ferisce la dignità della scuola e del personale della scuola – è stato riportato dalla Rsu – nell’esprimere la completa solidarietà alla collega, si chiede che venga fatta piena luce sui responsabili di tale comportamento e che vengano comminate le più gravi sanzioni possibili verso chi si è macchiato di questo vile atto che risulta essere intimidatorio anche verso tutto il personale docente e non docente che volesse e dovesse far rispettare le normali regole democratiche e di comportamento”.

“Tutti – è stato aggiunto – dobbiamo collaborare affinché la scuola debba essere teatro di civiltà e rispetto delle regole, nessuna violenza è consentita verso chiunque, che sia lavoratore della scuola o alunno. Per tale motivo la Rsu auspica che tutti i docenti parlino nelle loro classi dell’accaduto instaurando un clima di dialogo educativo. La Rsu si riserva di adottare le necessarie forme di sensibilizzazione presso tutti gli attori della nostra comunità scolastica in modo che la nostra scuola non sia ma più teatro di tali episodi criminali”.

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