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Sciopero: bene secondo Cgil e Gilda, adesione del 17% secondo il MIUR

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Tutto come da copione: i commenti della Cgilscuola sullo sciopero di oggi sono entusiastici, più moderati quelli della Gilda, critici quelli dello Snals.
Secondo il sindacato di Enrico Panini l’adesione sfiorerebbe il 50 per cento, la Gilda parla di grande successo al nord (40%) e di esito modesto in alcune province del sud.

Ma la doccia fredda arriva dal comunicato del Ministero; meno del 17%, dicono da Viale Trastevere, e precisano: "Nelle 4.348 scuole rilevate (su 10.823) hanno scioperato 65.061 dipendenti. Per quanto riguarda invece lo sciopero della prima ora di lezione indetto da Cisl-Scuola e Uil-Scuola la percentuale di adesioni è stata del 3,44 per cento, pari a 10.772 dipendenti riferiti a un rilevamento in 3.587 scuole".
"La Scuola
– commenta il segretario nazionale dello Snals Fedele Ricciato – ha dato il suo responso: non ha condiviso le motivazioni dello sciopero proclamato da Cgil e Gilda"

"Non proclamando lo sciopero
– conclude Ricciato – lo Snals ha saputo interpretare le istanze e le valutazioni delle scuola reale".

C’è che ritiene che la "lettera ai docenti" resa nota dal ministro Moratti proprio qualche giorno fa si sia rivelata una manovra accorta, se non addirittura decisiva: non c’è controprova, ma è probabile che l’appello rivolto dal Ministro ai docenti poche ore prima dello sciopero abbia in qualche misura contenuto i danni per il Governo.

In effetti non si è ripetuta la massiccia adesione registrata in occasione dello sciopero contro il "concorsone" ed anche manifestazioni e cortei hanno avuto misure molto contenute.

Nel complesso i dati parziali provenienti dalle diverse realtà territoriali confermerebbero una discreta adesione allo sciopero nella scuola materna e nelle elementari; più contenuta la partecipazione nelle scuole medie e nelle superiori, scarsa (in qualche caso quasi nulla) l’adesione del personale non docente nonostante che il "taglio di 20mila posti ATA" fosse uno dei motivi centrali della protesta.
Si parla di poche migliaia di manifestanti nelle grandi città (Milano, Torino, Napoli), mentre il preannunciato sit-in davanti alla sede del Ministero non è andato molto al di là delle 500 presenze (in pratica questo vuol dire che non erano presenti al sit-in neppure tutti i rappresentanti sindacali delle scuole romane).

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