Home Attualità Sciopero delle ditte di pulizia esterne, alcune scuole rimangono sporche e chiudono

Sciopero delle ditte di pulizia esterne, alcune scuole rimangono sporche e chiudono

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Dopo quella edilizia e sugli scatti del personale, la scuola si rende protagonista di un’altra emergenza: quella della mancata pulizia degli istituti. Il 15 gennaio se sono fatti interpreti anche i senatori del Pd Felice Casson, Laura Puppato e Giorgio Santini con un’interrogazione al Presidente del Consiglio e ai ministri dell’Istruzione e del Lavoro in cui hanno segnalato che in seguito alla convenzione Consip per la gestione dei servizi di pulizia e ausiliari delle istituzioni scolastiche si sono verificate notevoli problematiche. Particolarmente critica – hanno spiegato – è la situazione in Veneto, dove i lavoratori sono circa 1.800, e si è già registrata la chiusura di alcuni istituti scolastici.
E proprio nel veneziano, scrive l’Ansa, genitori e insegnanti sono scesi in strada “armati” di detersivi e ramazze, per protestare contro la pesante situazione igienica provocata in molte scuole dallo sciopero degli addetti alle pulizie. In particolare a Marghera, sulla Castellana e sulla Riviera del Brenta i manifestanti hanno occupato molti attraversamenti pedonali, percorrendoli di continuo lentamente, provocando così forti rallentamenti al traffico.
Le “zebre” scelte, in particolare, sono quelle proprio nei pressi delle scuole “sporche”. In Toscana a provocare disagi non sono i lavoratori in sciopero, ma gli uccelli. A Grosseto, infatti, è emergenza per il guano degli storni. Da circa un mese migliaia di uccelli volteggiano per la città e molti parchi e vie sono completamente ricoperte dal guano. Gli storni, prima del tramonto, si riposano in diversi punti del capoluogo maremmano, passando poi la notte sui pini marittimi. Gli escrementi hanno completamente ricoperto anche una scuola elementare e i genitori per protesta, dopo una serie di lettere al Comune, hanno bloccato il traffico nella strada che conduce all’edificio perché la situazione, anche dal punto di vista igienico sanitario, è diventata ormai insopportabile. I genitori ipotizzano anche di presentare un esposto alla procura della Repubblica perché, con il servizio sanitario della Asl, si possa arrivare alla chiusura della scuola per una completa igienizzazione. Intanto il comune di Grosseto ha attuato un servizio di pulizia straordinaria nelle strade e dei giardini pubblici, nonché una radicale potatura delle fronde dei pini. Il 15 gennaio è stato programmato un intervento di bonifica tentando di scacciare gli storni con falchi e poiane grazie a cinque falconieri inviati da Roma e da Pisa.
A criticare l’operato dell’amministrazione è anche l’Anief. Tramite il suo presidente, Marcello Pacifico, ricorda che “bisognerà attendere almeno cinque anni per vedere realizzata l’assunzione dei previsti 1.500 docenti ordinari e di altrettanti nuovi ricercatori”, legata proprio ai risparmi derivanti dalla mancata assunzione in ruolo di un contingente di oltre 11mila collaboratori scolastici. Il via libera alle ditte di pulizie esterne si starebbe però alla lunga rivelando più negativo che positivo. Tanto è vero, continua Pacifico, che “le scuole stanno chiudendo perché sono piene di immondizia. Tanto valeva, allora, assumere in ruolo gli 11.851 collaboratori scolastici messi da parte proprio per risparmiare i fondi destinati a fare spazio ai lavoratori socialmente utili e alle cooperative che li gestiscono. Il personale Ata della scuola avrebbe garantito un servizio migliore e anche quella sorveglianza agli alunni che i pulitori esterni non assolvono”.
Sul piede di guerra la Lav e gli animalisti che chiedono interventi non cruenti. A Napoli i lavoratori Lsu del comparto pulizia delle scuole hanno sfilato in corteo per le strade del centro fino a piazza del Plebiscito. I manifestanti, un migliaio circa, si sono concentrati in piazza Mancini e, attraverso il Corso Umberto e via Medina, si sono diretti verso la sede della Prefettura. La manifestazione ha provocato forti rallentamenti al traffico in centro città. Gli ex Lsu chiedono il riconoscimento dell’ anzianità di servizio prestato nelle scuole, tra il 1996 e il 2011, e l’assunzione come personale Ata.
Intanto, nella serata del 15 gennaio sempre l’Ansa fa sapere che c’é l’impegno della Manutencoop a riportare entro il 23 gennaio la situazione alla normalità nelle 38 scuole in cui si sono verificati disagi sulle 156 del Veneto gestite dalla ditta: questo sarebbe “l’esito dell’incontro svoltosi in serata al ministero dell’Istruzione con i vertici della società Manutencoop che ha preso in appalto nel Veneto il servizio di pulizia nelle scuole”.
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