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27.10.2026

Sciopero generale 20 novembre, FLC Cgil: le richieste contratti, precari, DL Scuola e dimensionamento

La Cgil ha proclamato per venerdì 20 novembre lo sciopero generale nazionale, per rimettere al centro il lavoro, i diritti e la giustizia sociale. Aderisce anche la FLC CGIL: l’astensione per l’intera giornata riguarda il personale del comparto e dell’Area dirigenziale Istruzione e Ricerca, degli atenei e i docenti universitari, tutto il personale della formazione professionale e delle scuole non statali. La FLC CGIL rappresenta le professionalità di scuola, università, ricerca, AFAM, formazione professionale ed educazione degli adulti.

Risorse, contratti e precariato

Tra le motivazioni indicate dalla FLC CGIL c’è la richiesta di inserire in legge di Bilancio le risorse per salari adeguati al costo della vita, con i rinnovi contrattuali a partire dal triennio 2028-2030, e di costituire un fondo perequativo per le retribuzioni dei settori della conoscenza rispetto al resto della Pubblica Amministrazione. Il sindacato chiede inoltre il rinnovo dei contratti dei settori privati e si schiera contro i contratti «pirata» e il dumping contrattuale. Sul fronte del precariato, chiede un piano straordinario di assunzioni, la stabilizzazione dei posti di sostegno e le immissioni in ruolo di docenti e Ata su tutti i posti vacanti.

Le critiche alle riforme per la scuola

La FLC CGIL si dice contraria al DL Scuola, perché le misure contrasterebbero con i principi costituzionali su inclusione scolastica e welfare studentesco, e alla riforma degli istituti tecnici con la filiera 4+2, che a suo giudizio mantiene una netta separazione tra percorsi tecnico-professionali e liceali. Critica anche il dimensionamento, che avrebbe trasformato le scuole in grandi contenitori lontani dal territorio. Chiede infine l’assunzione di tutti i dirigenti scolastici presenti nelle graduatorie, con l’eliminazione dei vincoli sulla mobilità interregionale prima di nuovi concorsi.

Università, AFAM e questioni generali

Per l’università il sindacato chiede più fondi per il Fondo di finanziamento ordinario e per gli enti di ricerca, e si oppone alle riforme sul reclutamento e alle norme che favorirebbero le università telematiche. Per l’AFAM chiede più organici e il ripristino della mobilità come materia di contrattazione nazionale. Tra le richieste generali, lo stop al riarmo a favore di sanità e istruzione, una riforma fiscale con tassazione progressiva e il superamento della legge Fornero. Durante lo sciopero saranno garantite le prestazioni indispensabili previste dall’accordo del 2 dicembre 2020.

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