Home Politica scolastica Sciopero scrutini? I sindacati di base ci stanno

Sciopero scrutini? I sindacati di base ci stanno

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“Il bello arriva adesso – commenta Stefano d’Errico segretario nazionale Unicobas – Bisogna parlar chiaro: nonostante lo sciopero plebiscitario del 5 maggio, col quale gli insegnanti hanno toccato per la prima volta nella storia del Paese percentuali di adesione ‘da metalmeccanici’, nonostante persino il Ministro, di fronte alla chiusura del 90% delle scuole italiane, sia stato costretto a dichiarare percentuali che s’avvicinano al 70%, la battaglia s’annuncia ancora dura”.

D’altronde questo è il momento dei sindacati di base che per primi hanno lanciato la protesta contro il ddl sulla scuola (il primo sciopero. proclamato da Anief, Unicobas e USB, è del 24 aprile) e che sono quelli che con maggior convinzione hanno subito usato la parola d’ordine “Ritiro del ddl”, parola d’ordine che è stata il leit-motiv dei cortei del 5 maggio e alla quale adesso anche altri stanno facendo propria.
“Gli errori del passato più o meno recente – aggiunge d’Errico – sono tanti e correggerli tutti sarà difficilissimo; non dimentichiamo, per esempio, che sono stati proprio i sindacati ‘maggiormente rappresentativi’ (molti dei quali stanno crollando alla prova del voto per il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione), ad accettare come una benedizione il decreto legislativo 29/93, che impose, anche contrattualmente parlando, al vecchio preside la qualifica di ‘datore di lavoro’. E così adesso il cerchio sta per chiudersi con la chiamata diretta e discrezionale dei docenti (proprio come nelle scuole private), con l’eliminazione persino della titolarità di istituto”
Ma veniamo alla questione del “blocco degli scrutini”
“Non dimentichiamo che il decreto 29/93 si intreccia con le norme sul diritto di sciopero: i docenti, che con il piano Renzi sarebbero gli unici a perdere la titolarità sul posto di lavoro,  sono già adesso gli unici lavoratori a vedersi scippare l’intera giornata per un qualsivoglia sciopero che si sviluppi oltre un’ora. Si tratta della vergognosa ‘ultrattività’, tramite la quale, già sul finire degli anni ’80, con l’ausilio dei sindacati pronta-firma, si cercò di stroncare il blocco degli scrutini dei nascenti Comitati di base. 
E allora se vogliamo parlare davvero di sciopero degli scrutini, come ha fatto per esempio Rino Di Meglio della Gilda, non possiamo prenderci in giro: quegli accordi vanno denunciati, subito, ‘senza se e senza ma’, e lo devono fare proprio gli stessi sindacati  che quegli ‘accordi’ hanno sottoscritto. Se serve, il blocco degli scrutini va fatto, ma sul serio!”
Ma per ora la prossima scadenza importante è quella del 12 maggio, quando nella scuola secondaria è prevista la somministrazione delle prove Invalsi.
“Per quella data noi lanciamo un appello agli studenti, perché il 12 Maggio, data del rito della ‘scuola’-quiz, giorno della somministrazione dei test Invalsi, più ancora che per lo sciopero che noi sosteniamo, rifiutino di entrare in classe: siano dunque le grandi organizzazioni studentesche, in primis l’UDS, ad aiutarci a dare il colpo decisivo all’infido piano governativo volto a negare anche la libertà d’apprendimento proprio con il piegare all’impostazione confindustriale le prove di valutazione per operare una selezione alla rovescia: quella di una scuola misera, senza saperi critici, quella dell’introduzione di competenze meramente esecutive”. 

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