Come abbiamo scritto, per oggi, 7 maggio, in concomitanza con la “somministrazione” delle prove Invalsi, diversi sindacati di base hanno proclamato azioni di protesta e di sciopero. Con una ulteriore comunicazione ufficiale del 5 maggio, il Ministero dell’Istruzione ha fornito indicazioni più precise in merito allo sciopero. La nota si è resa necessaria anche a seguito della richiesta di rettifica che era stata avanzata da Unicobas.
Come riporta SkyTg24, la principale manifestazione si svolgerà a Roma a viale Trastevere di fronte al Ministero dell’Istruzione e del Merito, a partire dalle 9.30. La mobilitazione è stata indetta contro le prove Invalsi e contro le Nuove Indicazioni Nazionali annunciate dal ministro Giuseppe Valditara nei mesi scorsi. Le sigle sindacali ne chiedono “il ritiro immediato” e sottolineano l’importanza di “investimenti concreti nella scuola pubblica”.
Queste le diverse azioni previste:
Come riporta Ansa, i Cobas sono tornati in piazza oggi con due presidi, uno a Cagliari sotto il Consiglio regionale e l’altro a Nuoro. Nel capoluogo sardo accanto alla sigla sindacale anche i precari, in lotta per la stabilizzazione. Bandiere e interventi innanzitutto contro i quiz Invalsi, definiti come “valutazione decontestualizzata e punitiva”. L’esatto opposto, spiegano i Cobas, della valorizzazione delle differenze e della personalizzazione dei percorsi.
Nel mirino c’è poi il contratto nazionale che ha “impoverito docenti e Ata con aumenti ridicoli rispetto all’inflazione e alla perdita del potere d’acquisto dei nostri stipendi – denuncia la sigla -, a fronte di un aumento dei carichi di lavoro”. E ancora: No al nuovo arruolamento che ” prevede concorsi non più abilitanti, graduatorie non trasparenti e non a scorrimento, nomine governate dall’algoritmo”. Per i precari la proposta è l’immissione in ruolo dei docenti supplenti con 3 anni di servizio e dopo 24 mesi per il personale Ata.
Mobilitazione anche contro “lo sperpero delle risorse del Pnrr”, “il dimensionamento” e la riforma degli istituti tecnici e professionali. A fine mattinata una delegazione è stata ricevuta dalla commissione Cultura per discutere dei problemi della scuola sarda.
A Nuoro sono state rilanciate le critiche al ministro Valditara e alle prove Invalsi, che “non hanno determinato alcun sviluppo positivo nel sistema educativo”. Secondo i sindacati emergono invece “crescenti disparità territoriali e socioeconomiche”. Queste prove, spiega Nicola Giua per i Cobas Sardegna, “non possono misurare competenze poiché sono costituite da test decontestualizzati a risposta chiusa o aperta univoca”.