Home Università e Afam Scoppia il caso dei tagli all’edilizia dopo il crollo alla Federico II

Scoppia il caso dei tagli all’edilizia dopo il crollo alla Federico II

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Se viene confermato lo stanziamento di 50 milioni per il diritto allo studio, annunciato giorni fa dal premier Renzi, potrebbe pure arrivare in extremis anche una limatura alla norma sulla chiamata dei 500 professori, mentre dopo crollo di un’ala di un edificio dell’università Federico IIsono scoppiate le polemiche sul “taglio” da 30 milioni previsto sempre nella manovra all’edilizia universitaria.

Altre novità al momento non sono attese, specifica Il Sole 24 Ore, ma ad accendere il dibattito e le polemiche sulla legge di stabilità è arrivato il crollo di un’ala di un edificio dell’università Federico II di Napoli seguito dal cedimento parziale di quello contiguo.

Il crollo ha riportato alla ribalta la norma prevista dall’attuale legge di stabilità che recupera i vecchi stanziamenti per l’edilizia universitaria che sono stati erogati tra il 1998 e il 2008 e che alla fine del 2014 risultavano ancora inutilizzati. In attesa del decreto ministeriale che fisserà le modalità di restituzione la manovra autorizza il Mef a rendere indisponibili sul Fondo di finanziamento ordinario (Ffo) 30 milioni di euro per il 2016 per gli atenei che non hanno ancora speso quegli stanziamenti.

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«Il governo Renzi- dicono gli studenti- continua a rafforzare gravemente la difficile situazione che l’edilizia universitaria sconta nel nostro Paese: la legge di Stabilità, all’art.33, impone agli atenei la restituzione nelle casse dello Stato dei fondi destinati alla ristrutturazione e messa in sicurezza degli edifici che non siano stati completamente spesi entro il 2014». Un taglio criticato anche dal Movimento cinque stelle che punta al recupero dei fondi:«Noi, attraverso un emendamento, chiediamo di ridestinare allo stesso scopo quelle risorse. Speriamo che questa tragedia sfiorata faccia ravvedere l’esecutivo».

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