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Scuola a settembre in Dad? Bianchi dice no e chiede ai prof di vaccinarsi. Agli studenti del Lazio il Johnson&Johnson: si fa prima

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Ha rappresentato un piccolo fulmine a ciel sereno l’imposizione del Cts della mascherina, del distanziamento e della DaD con doppi turni alle superiori laddove dovesse tornare una lieve emergenza Covid. La posizione degli esperti del Comitato tecnico scientifico deve avere spiazzato anche il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi. Il quale non vuole sentire parlare di didattica a distanza: “Lavoriamo per la scuola in presenza, senza se e senza ma. Avete la mascherina, ma si vede che siete contenti. La scuola d’estate rappresenta la voglia di stare in comunità”, ha detto il numero uno del dicastero dell’Istruzione visitando lunedì 5 luglio Bergamo il campus Steam dell’istituto Natta.

L’appello del ministro ai docenti

Bianchi sa bene, però, che, alla luce dell’espansione della variante Delta, soprattutto tra i giovani, tutto ruota intorno alle vaccinazioni di chi opera a scuola. Quindi anche del personale. Tra il quale non mancano i no vax, che sicuramente fanno parte degli oltre 200 mila a cui ancora non è stata somministrata nemmeno una dose anti-Covid.

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Tanto che il ministro dell’Istruzione, sempre a Bergamo, ha inviato un appello “al senso di solidarietà e di comunità” rivolto i docenti e agli Ata che non si sono ancora vaccinati.

Dalle Regioni, intanto, sul fronte dei vaccini agli over 12 giungono risposte contrastanti. Se in Puglia si potrà partire solo a fine agosto con la campagna di vaccinazione dei ragazzi, il Lazio sostiene che la situazione è sotto controllo.

D’Amato (Lazio): a settembre 80% over 12 studenti vaccinati

L’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato, ha detto al Messaggero che “a settembre nel Lazio la Dad non ci sarà. Sì, riusciremo a vaccinare il 70-80 per cento degli studenti sopra i 12 anni. Ci sarà la protezione diffusa anti Covid, potremo garantire la didattica in presenza”.

D’Amato è convinto: “Da noi la Dad non ci sarà proprio, per nessuno. Abbiamo già vaccinato con Pfizer 40mila ragazzi di quella fascia di età, stiamo facendo ora i richiami. C’è una straordinaria adesione. Dopo Ferragosto ripartiranno le somministrazioni, visto che il richiamo è a 21 giorni, faremo in tempo per l’inizio dell’anno scolastico. Ce la faremo a immunizzare il 70-80% degli studenti prima dell’inizio delle scuole. E le famiglie hanno già dimostrato grande disponibilità, capiscono che si tratta di un’operazione importante per tornare alla normalità”.

D’Amato ha tenuto a dire che “sempre nel rispetto delle raccomandazioni di Aifa e dopo l’anamnesi e l’indicazione medica”, il Lazio vaccina “anche i giovani con Johnson&Johnson. Possiamo dire che è davvero il vaccino dell’estate, perché dopo 15 giorni, essendo monodose, offre un’ottima copertura anche per la variante Delta”.

In Emilia si va di corsa

Un altro assessore regionale alla Salute, quello dell’Emilia Romagna, Raffaele Donini, è tornato sull’argomento. Dopo avere fatto intendere, nei giorni scorsi, che i non vaccinati potrebbero essere posti in quarantena e privati della scuola in presenza, per effetto di un provvedimento però nazionale, parlando a ‘Che giorno è’ su Radio1 Rai, l’assessore Donini ha detto che “in Emilia-Romagna la copertura è già all’80% per il personale scolastico, docente e non, almeno con dose. E stiamo iniziando ad approcciare anche i ragazzi 12-19 anni”.

Donini tiene anche a dire che in presenza di un caso Covid a scuola, l’azienda sanitaria locale potrebbe non mettere in quarantena i docenti e compagni immunizzati. Probabilmente anche se considerati contatti “stretti”.

Se c’è il focolaio con i vaccinati meno DaD

“La mia – ha detto l’assessore – è una considerazione molto semplice, quasi banale. Tutti siamo contrari alla didattica a distanza. Se ci fosse un focolaio in una classe oggi vanno tutti in Dad. Io chiedo di considerare anche la popolazione vaccinata. Se dovesse rimanere a scuola, in virtù dello status di vaccinazione, potrebbe diminuire la Dad”.

“Questa – ha concluso Donini – dovrebbe essere una riflessione apprezzata da chi si è scagliato contro la didattica a distanza. Poi l’organizzazione spetta alla scuola”.

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