Home Attualità Scuola digitale, sempre più docenti in discussione collaborativa una volta al mese

Scuola digitale, sempre più docenti in discussione collaborativa una volta al mese

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L’apertura all’internazionalizzazione migliora il collegamento tra scuola italiana e ricerca internazionale, al fine di incrementare il livello generale della discussione sulla scuola.

Sono questi gli obiettivi principali di PoliReading, un’iniziativa di HocLab del Politecnico di Milano, legata al Cantiere Scuola Digitale (www.forumpa.it/scuola-digitale), per la preparazione di base di tutti gli “addetti ai lavori”: dirigenti, insegnanti e personale tecnico-amministrativo.

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In particolare, il progetto raccoglie esperti ed esponenti del Miur, del mondo accademico, della scuola e dell’industria, sotto la direzione scientifica di Paolo Paolini (del Politecnico di Milano) e quella operativa di Giuseppe Jacono (di Forum PA).

Compito del Cantiere è contribuire a migliorare il dibattito sulla scuola e, in particolare, sul Piano Nazionale Scuola Digitale (Pnsd), promuovendo discussioni (in remoto e in presenza, con modalità innovative) e iniziative: “PoliReading” si inserisce tra queste iniziative, nascendo come pura comunità di docenti e ricercatori che dialoga sull’innovazione nella scuola tramite registrazione con account google.

PoliReading propone ogni mese la lettura collettiva di documenti di ricerca internazionale di elevato significato e impatto potenziale tramite una stanza di lettura” (reading room) in Google Drive, che consente di utilizzare un documento condiviso per inserire i propri commenti e dialogare insieme; ed una discussione collaborativa (sul cloud) sui temi trattati ed il loro possibile impatto sulla realizzazione ed evoluzione del Piano Nazionale Scuola Digitale.

 

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A cadenza mensile si apre una “stanza”, che ogni volta tratta un tema diverso: all’interno della stanza si trovano dei brevi video introduttivi (realizzati da HOC-LAB), materiali da leggere, altri materiali opzionali e uno spazio di discussione. I materiali sono in gran parte articoli scientifici sia in lingua originale che tradotti.

La stanza di apertura dell’iniziativa trattava il modello “TPACK” (Technology, Pedagogy and Content Model), un modello internazionalmente riconosciuto per “leggere” le tipologie di conoscenza necessarie a condurre una esperienza didattica basata sulle tecnologie.

Le stanze successive hanno trattato il tema della formazione degli insegnanti, sottolineando la necessità di una formazione continua e all’avanguardia e presentato esempi di scuole innovative: l’intento non è invitare a “copiare” ma sollecitare a trovare ispirazione, fare osservazioni critiche.

Importanti i numeri raggiunti dall’iniziativa: oltre 1.500 partecipanti a febbraio tra scuole secondarie ed università e oltre 100 i dirigenti coinvolti, segno evidente che nella scuola italiana c’è voglia di approfondire, di capire, di mettere a disposizione il proprio know, le proprie idee e di condividerle.

L’iniziativa di PoliReading dimostra certamente che la scuola italiana ha energie e volontà per mettersi in gioco e per continuare il percorso verso una evoluzione innovativa profonda, in grado di confrontarsi sempre meglio con una generazione di studenti che hanno subìto e stanno subendo mutamenti radicali, introdotti dalle accelerazioni che la tecnologia pervasiva ha impresso alle nostre vite e ovviamente al nostro modo di imparare e di conoscere il mondo che ci circonda.