A pochi giorni dall’avvio del nuovo anno scolastico, circa 900 studenti si ritrovano senza una sede dove tornare in classe. Come riporta Repubblica, ad Andria, un liceo è stato chiuso dopo una perizia dell’Agenzia del Demanio che ha evidenziato gravi criticità nella struttura, arrivando a rilevare che l’edificio sarebbe stato privo dei requisiti minimi di sicurezza già al momento della costruzione. Ora si cerca una soluzione alternativa, mentre il tempo per organizzare la ripartenza è sempre più ridotto.
La struttura, realizzata circa cinquant’anni fa, è stata dichiarata inagibile nelle scorse settimane e sottoposta a chiusura cautelativa. Secondo la perizia, l’edificio sarebbe stato costruito con materiali non conformi alle normative, né a quelle attuali né a quelle in vigore negli anni Settanta.
La relazione, composta da 261 pagine, evidenzia inoltre le criticità legate alla sicurezza e alla vulnerabilità sismica. La perizia è arrivata negli uffici della Provincia il 17 agosto e, quattro giorni dopo, è stata disposta la chiusura cautelativa della struttura. La notizia è emersa a fine agosto, quando l’anno scolastico era ormai prossimo all’inizio.
All’interno della scuola, intanto, docenti e collaboratori erano impegnati nei preparativi per la ripresa delle attività. “Non sappiamo ancora nulla”, ha spiegato la dirigente scolastica, sottolineando le difficoltà legate all’organizzazione del nuovo anno.
La ripartenza è prevista per lunedì 14 settembre, ma resta da capire dove gli studenti potranno svolgere le lezioni. Per gli esami di recupero è stato già necessario utilizzare altri plessi. Nel frattempo, la Provincia ha pubblicato un bando per individuare un immobile alternativo, ma al momento non sarebbe stata ancora trovata una soluzione.
La chiusura dell’edificio è al momento prevista fino al 13 settembre. Entro quella data dovrà essere individuata una soluzione per consentire alla comunità scolastica di riprendere le attività. “Stiamo avendo molte difficoltà per riorganizzare le attività in pochissimo tempo”, ha dichiarato la dirigente, assicurando che si sta facendo il possibile per garantire un avvio dell’anno scolastico tranquillo. Dove suonerà la prima campanella, però, resta ancora da stabilire.
“Stiamo facendo dei sondaggi assieme all’agenzia del Demanio per capire di più rispetto a questo carico eccessivo che è stato individuato”, ha spiegato il presidente della Provincia. “Nei prossimi giorni i tecnici saranno in grado di fornirci informazioni sui carotaggi in corso sui pilastri portanti della struttura. Dovessero rivelarsi più o meno omogenei, potremo dirci ottimisti”.