Il freddo di questi giorni non risparmia nessuna regione. Nemmeno quelle più a Sud d’Italia. Un po’ ovunque, la temperatura si è avvicinata allo zero, spesso è andata sotto con gelate che non si ricordavano da decenni. Tanto da mettere in crisi chi occupa strutture abitative e lavorative male riscaldate o prive di coibentazione. Anche diverse scuole, sparse per l’Italia, hanno presentato questi problemi. Anche una delle terre più calde d’Italia, come Palermo, ha presentato diversi problemi: come abbiamo già scritto, in un istituto comprensivo statale, nel centro del capoluogo siciliano, “una bambina di quattro anni, che frequenta la scuola dell’infanzia, si è sentita male durante l’orario scolastico”.
“La bambina – ha detto il dirigente scolastico all’Ansa – aveva un colorito violaceo, forti brividi, il corpo che tremava per il freddo. Non abbiamo chiamato i sanitari del 118, perché la situazione poi è rientrata. Una scena che ha scosso docenti e genitori”.
“Non è più accettabile che i termosifoni della scuola con 280 alunni tra infanzia e primaria, non funzionino da ben 13 anni”, ha spiegato il ds.
Il preside ha detto che ci cono sono 13 anni di segnalazioni, richieste, proteste rimaste senza una soluzione definitiva. Il plesso è ospitato in un palazzo antico, con soffitti altissimi che rendono le aule ancora più fredde. “Il problema è noto: una pompa guasta, da sostituire con un intervento dal costo stimato di 90 mila euro. Immagino che in questi anni il Comune non abbia avuto le risorse necessarie – spiega il dirigente scolastico – ma oggi andiamo avanti con stufette elettriche, coperte e vestiti pesanti. È una situazione che non può più essere tollerata. Anche il dirigente che c’era prima di me aveva fatto numerose segnalazioni”.
Del caso si sono occupati anche i sindacati locali, in particolare la Cgil: i segretari generali della Flc Cgil Palermo e della Fillea Cgil Palermo, Fabio Cirino e Piero Ceraulo, hanno detto che “in alcuni istituti gli impianti di riscaldamento risultano rotti e vetusti, in altri completamente assenti – dicono – Le amministrazioni competenti, il Comune di Palermo per gli istituti comprensivi e la Città Metropolitana per le scuole secondarie di secondo grado, faticano ad intervenire con la necessaria tempestività, anche a causa dell’elevato numero di richieste”.
Sempre l’agenzia Ansa ha riportato che l’assessore comunale all’Istruzione, Aristide Tamajo, al termine di una riunione con il sindaco Roberto Lagalla, con gli uffici comunali e l’Amg Gas, ha assicurato interventi rapidi.
“Su 300 plessi comunali, meno del 5 per cento presenta problemi agli impianti termici. Sono pochi, ma anche un solo caso deve essere affrontato con senso di responsabilità”, dice. Tamajo annuncia “un sopralluogo domani al plesso Turrisi e sottolinea come molte criticità siano legate al riavvio degli impianti dopo le vacanze natalizie”.
Anche altri dirigenti scolastici, nel frattempo, hanno inviato richieste di assistenza: lamentano impianti guasti, l’assenza totale di impianto oppure impianti di riscaldamento funzionanti solo per alcune parti dell’istituto o complessivamente poco riscaldante rispetto all’esigenza.
Ma il problema delle aule decisamente fredde non riguarda solo Palermo e provincia: Carlo Gilistro, deputato regionale del M5S, nel pomeriggio del 14 gennaio ha bloccato per qualche minuto i lavori d’aula, all’Assemblea regionale siciliana, dov’era in corso la discussione generale del disegno di legge sugli Enti locali, in segno di protesta per la situazione delle scuole in provincia di Siracusa.
“A causa dell’assenza di riscaldamento – ha detto il pentastellato -, i ragazzi sono costretti ad andare in classe con temperature che si abbassano fino a 6 gradi, in pratica la stessa temperatura di un frigorifero”.
Nei giorni scorsi, la Rete degli studenti medi del Lazio ha fatto sapere che questa situazione è ormai un “problema strutturale che si ripete ogni anno, mettendo a rischio la salute, la sicurezza e il diritto allo studio”.
“Non possiamo accettare che il freddo in classe e il degrado degli edifici vengano normalizzati – ha detto Bianca Piergentili, coordinatrice regionale della Rete degli Studenti Medi del Lazio -: studiare in ambienti insicuri e malsani non è solo un disagio, ma una violazione del diritto allo studio”.
L’associazione studentesca ha chiesto l’apertura immediata di un tavolo di confronto con Regione Lazio, insieme a Città Metropolitana a cui stiamo già mandando le segnalazioni, per affrontare in modo strutturale il tema dell’edilizia scolastica, garantire trasparenza sugli investimenti e definire interventi concreti e tempestivi.
Per fortuna, però, le temperature stanno lentamente risalendo. Secondo Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, conferma che si sta andando verso una fase diffusamente sopra media termica: dopo un inizio 2026 con il “botto polare“, gelo e minime fino a -10°C anche in Pianura Padana e in Toscana, con punte di -23,1 gradi agli Altopiano di Asiago, a nord di Vicenza, ecco che il respiro nordafricano torna a farsi sentire. E le temperature saranno oltre la media per una decina di giorni.