L’intitolazione di una scuola secondaria di secondo grado a Nardò, in provincia di Lecce, sta provocando una polemica politica che, per le sue conseguenze, potrebbe forse arrivare anche nelle aule parlamentari.
Nella cittadina del Salento, la Giunta comunale ha deciso, con una formale delibera (la 599 del 23 dicembre scorso), di intitolare una nuova scuola a Sergio Ramelli, lo studente del Fronte della Gioventù che nel 1975 venne ucciso da un “commando” di Avanguardia Operaia a Milano.
La decisione della Giunta di Nardò guidata dal leghista Pippo Mellone viene contestata duramente da più parti, a partire dalla Cgil e dalle Flc Cgil di Lecce che “esprimono profondo sdegno e contrarietà” sui contenuti della delibera.
Per il sindacato non si “ravvisa alcun senso civico ed educativo nell’intitolare un luogo della cultura e dell’educazione a un personaggio divisivo, come il povero Sergio Ramelli” mentre “resta un mistero come possa rispondere ai valori costituzionali, come si legge nel provvedimento della giunta, l’idea di intitolare una scuola a un giovane neofascista, giacché la nostra Costituzione è intrinsecamente antifascista”, prosegue la nota.
La questione non è solamente politica, ma anche amministrativa.
L’intitolazione di piazze, vie ed altri siti pubblici è attualmente regolata da una vecchia legge del 1927 mentre per l’intitolazione delle scuole dovrebbe ancora valere una circolare ministeriale del 1980, la numero 313 del 12 novembre.
Il fatto è che quest’ultima circolare prevede una procedura del tutto diversa rispetto a quella seguita a Nardò.
Secondo tali disposizioni, infatti, la proposta di intitolazione deve partire dagli organi collegiali della scuola e deve essere trasmessa al Provveditore agli Studi che, a sua volta, deve acquisire il parere del Prefetto e del Comune.
Dopo di che il Provveditore emana il decreto finale di intitolazione.
Più complessa, ma sostanzialmente simile, è la procedura per l’intitolazione di una scuola a persone decedute da meno di 10 anni.
La stessa Flc-Cgil ha lanciato anche “un appello ai componenti degli organi collegiali della scuola e dell’Ufficio scolastico provinciale” affinché “rivendichino l’autonomia dell’istituzione che rappresentano, valorizzino il ruolo della scuola intesa come agenzia educativa che trasmette i valori fondanti della Repubblica”.
Lasciando da parte ogni valutazione politica sulla opportunità di intitolare a Sergio Ramelli una scuola, resta da capire se la circolare ministeriale n. 313 del 1980 sia ancora in vigore o se possa di fatto considerarsi superata da fatti ed eventi successivi.
Per completezza di informazione va anche detto che nel 2010, anche per evitare incertezze normative, la Lega presentò un disegno di legge che attribuiva ai Comuni ogni competenza in merito.
Il disegno di legge, però, non venne mai convertito e anzi l’esame della proposta non ebbe neppure inizio.
Sarebbe interessante sapere cosa ne pensa il Ministro dell’intera vicenda.