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Aggiornato il 01.08.2025
alle 12:20

Scuola, la guerra dei dati: l’attacco delle opposizioni e l’aggiornamento (parziale) del Ministero

Valerio Musumeci

Non si placa la querelle sugli open data del ministero dell’Istruzione e del Merito. Al momento in cui scriviamo – 31 luglio 2025 – chi consulta il sito di viale Trastevere può verificare le informazioni anagrafiche delle scuole italiane (distribuzione, denominazione, caratteristiche tecniche) aggiornate al primo settembre di quest’anno.

Anche i dati sull’adozione dei libri di testo nelle varie regioni sono stati aggiornati alla stessa data. Per tutte le altre sezioni (studenti, personale ATA, sistema nazionale di valutazione e edilizia scolastica) sono ancora fermi – se va bene – allo scorso anno. La pubblicazione dei dati promessa dal Ministero, insomma, non è stata ancora completata.

Come riportato da La Tecnica della Scuola, lo scorso 25 luglio l’opposizione aveva accusato il Dicastero di “non aver ancora aggiornato i dati”, in particolare quelli dell’edilizia. Gli uffici del ministro Giuseppe Valditara avevano risposto garantendo la pubblicazione degli stessi “entro la prossima settimana (quella in corso per chi legge, ndr)”.

Lo stato dell’arte dei dati

Ma è andata davvero così? Entrando nel dettaglio degli open data, la sezione dedicata all’edilizia scolastica – che comprende la distribuzione degli edifici, gli interventi sulle barriere architettoniche e quelli sulla sicurezza, tra i quali l’adeguamento alla normativa antincendio – è aggiornata al 31 luglio 2023. Proprio ciò che era stato denunciato.

Dal Ministero si replica che i dati sono stati aggiornati, anche se non sono ancora pubblicati. Per la sezione anagrafica e quella relativa ai libri di testo, come detto, si è già provveduto. Per le altre, invece, no. Quella dedicata agli studenti (che contiene dataset come anno di corso, fascia d’età, genere, cittadinanza), per esempio, risulta aggiornata al 2024.

Anche per quanto riguarda il personale della scuola (docenti a tempo indeterminato, persole ATA, supplenti, ecc…) il dataset è fermo allo scorso anno. Ma è la sezione relativa al Sistema nazionale di valutazione a mostrare i dati più vetusti. Tutti i dataset risultano aggiornati al 21 agosto 2017. Conti alla mano, otto anni fa.

Le accuse dell’opposizione

A sollevare la questione del mancato aggionamento degli open data – a partire proprio dall’edilizia scolastica – era stato il Movimento Cinque Stelle, che aveva presentato un’interrogazione parlamentare a prima firma di Antonio Caso, docente membro della VII Commissione (Cultura, Scienza e Istruzione) alla Camera dei Deputati.

Secondo il documento, la sezione sarebbe “ferma al 2022/23 e, per alcuni indicatori, al 2018/19“. Una situazione che comporterebbe una “grave criticità”, dal momento che “mancano circa cinquanta giorni all’inizio dell’anno scolastico” e che tra settembre 2023 e settembre 2024 “69 crolli hanno interessato le nostre scuole“.

Da qui la richiesta, “in accordo con Cittadinanzattiva“, di pubblicare i dati aggiornati, “fra i quali le certificazioni di agibilità statica e di prevenzione incendi, la presenza di barriere architettoniche, di impianti di riscaldamento, di condizionamento e/o ventilazione e gli eventuali interventi di adeguamento e miglioramento sismico”.

La replica del Ministero

A stretto giro, lo stesso giorno, è arrivata la replica del Ministero, secondo cui la banca dati “è già stata aggiornata con i dati relativi all’anno scolastico 2024/25”, e che il tempo aggiuntivo per la pubblicazione “è dovuto a un’attenta e necessaria attività di verifica e controllo della qualità dei dati”. Il termine fissato è proprio per questa settimana.

Da viale Trastevere hanno sottolineato inoltre che l’Anagrafe nazionale dell’edilizia scolastica “è attualmente aggiornata […] all’a. s. 2022/23, per la totalità degli indicatori previsti“. I nuovi dati arriveranno a breve, hanno aggiunto, dopo averne verificato “l’attendibilità e la coerenza, anche per la loro rilevanza per l’opinione pubblica“.

Quanto ai lavori sugli edifici scolastici, inoltre, il ministero ha sottolineato che “la programmazione degli interventi in materia è pienamente operativa e si basa anche sui dati aggiornati già presenti all’interno della banca dati dell’Anagrafe”. Nessun ritardo sugli interventi concreti, insomma.

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