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05.02.2026

Scuola, la preside cancella il docente precario dalla graduatoria d’Istituto: dovrà risarcirlo con 10 stipendi, per il giudice ha agito con superficialità

I dirigenti scolastici dovrebbero fare molta attenzione a cancellare un supplente dalle graduatorie d’Istituto, soprattutto se la motivazione dell’esclusione è dubbia. I sempre più ricorrenti e probabili ricorsi in tribunale ci dicono che poi il ds dovrà infatti spiegare le motivazioni dell’esclusione al giudice e se queste non sono convincenti, lo stesso preside potrebbe risarcire il supplente depennato di tasca sua. È andata così nel capoluogo della Campania, dove il Tribunale civile di Napoli Nord ha condannato la dirigente scolastica E.C., di un istituto scolastico di Caivano, che con la sua storia ha ispirato la fiction “La Preside”: la sentenza dice che la dirigente dovrà pagare ad un docente circa 16mila euro, come indennizzo per avere fatto perdere al docente numerosi stipendi, proprio a seguito del decreto di depennamento del docente dalle graduatorie d’istituto, dichiarato quindi illegittimo dal giudice.

Era l’ottobre del 2022, scrive l’Ansa, “quando il docente viene chiamato a fare una supplenza” in una scuola di Caivano, a due passi da Napoli, “dove gli viene chiesto di presentare entro un paio di giorni, il 10 ottobre documenti attestanti i titoli di studio. L’insegnante si accorge di aver smarrito la pergamena di laurea, e così consegna la denuncia di smarrimento della stessa insieme al certificato di laurea e del diploma; la segreteria della scuola di Caivano archivia allora la pratica di supplenza suggerendo al docente di accettarne altre”.

Due giorni dopo, “il docente firma un contratto a tempo determinato con un istituto superiore di Arzano, contratto che però viene risolto perché dopo pochi giorni, il 18 ottobre, la segretaria dell’istituto di Caivano comunica al docente il decreto adottato dalla preside che dispone per l’insegnante il depennamento per tutte le classi di concorso e tutti i posti di insegnamento di ogni ordine e grado di istruzione”.

A causa di quel decreto, l’insegnante perderà alla fine diverse supplenze nell’anno scolastico 2022-2023 e non sarà chiamato da alcuna scuola l’anno successivo.

“Il tribunale civile di Napoli Nord, in funzione di lavoro, ha accolto parzialmente il ricorso, ritenendo il decreto della preside della scuola di Caivano legittimo per l’anno 2022-2023, e illegittimo per tutti gli altri anni successivi, compreso il 2023-2024”. Ecco perché è scattato il risarcimento, pari a circa dieci stipendi.

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