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Scuola pubblica o privata? Se i genitori separati sono in disaccordo, ci pensa il giudice

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Lo sanno benissimo docenti e dirigenti: non è sempre agevole gestire la quotidianità scolastica di un allievo i cui genitori si sono separati male e non perdono un’occasione per litigare ed essere in disaccordo sul percorso scolastico del proprio figlio e sull’adesione alle attività extracurriculari che ogni Istituto predispone. E allora lì a contattare entrambi e a pretendere la firma di mamma e papà per autorizzare ogni uscita, ogni visita guidata, ogni percorso PCTO. Per non parlare dei viaggi all’estero, a volte ostacoli insormontabili per i malcapitati ragazzi se si ritrovano a subire situazioni simili.

Per le questioni più importanti si ricorre ai giudici: è del 28 dicembre scorso un Decreto del Tribunale di Roma destinato a fare discutere. Come riportato dal quotidiano Il Sole 24 Ore, di fronte a una coppia separata in cui il papà richiedeva l’iscrizione della propria figlia in un Istituto privato, mentre la mamma  – al contrario –  propendeva per la scuola pubblica, i giudici non hanno avuto dubbi: la ragazza dovrà iscriversi in una scuola pubblica. Le motivazioni di questa sentenza che, di certo, solleverà qualche polemica sono a prima vista abbastanza evidenti: tra scuola pubblica o privata, aldilà di qualsiasi valutazione sulla validità dell’offerta formativa – tra l’altro abbastanza ininfluente visto che si parla di una bambina molto piccola – la decisione non può che ricadere sul sistema di istruzione pubblica in ragione del suo carattere gratuito e laico.

Gratuità e laicità individuate, dunque, come conditio sine qua non in caso di disaccordo tra genitori separati.

Del resto, la Costituzione della Repubblica italiana parla chiaro: se da un lato l’articolo 33 recita che “Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione”, dall’altro l’articolo 34 aggiunge che “L’istruzione inferiore è obbligatoria e gratuita”.

Sentenza giusta? Intervistato qualche tempo fa dal canale YouTube “Grandi Divulgatori”, il filosofo Umberto Galimberti si schiera decisamente a favore della scuola pubblica, garanzia di pluralismo delle idee, ma si rende conto, al tempo stesso, che spesso la scuola privata sopperisce alle lacune, alle mancanze, qualche volta allo sfacelo della scuola pubblica.

In realtà, fatte salve le situazioni limite come quella qui riportata, scuola pubblica o privata è una libera scelta dei cittadini. Unica cosa, fare in modo che molte presunte scuole private che di fatto rilasciano titoli a pagamento siano chiuse una volta per tutte.