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Scuola sempre più efficace

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Chi scrive è uno studioso fermamente convinto che una scuola ben operante è comparabile ad una cattedra di verità. Come cattedra di verità, la scuola meritocratica affonda il dito nelle più spinose situazioni, e, tenta di risolverle.

Così, purtroppo, se, sempre, non succede nell’attuale momento,e perchè? Perchè, la società attuale, formalista, tradizionalista, forse,lancia anatemi a chi,con gli strumenti meritocratici ha portato l’America,la Germania,la Francia a livelli primari. Dovrebbe incoraggiare chi tenta di aggrapparsi alla scuola meritocratica, e sacrosanto chi porta a conoscenza le verità.

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Dunque: spinti da un anelito di saperne di più, e sempre più convinti della validità dello spirito meritocratico,oseremmo affondare la nostra attenzione, nella realtà greca, per domandarci, se le condizioni attuali dell’Italia non siano peggiorate, ad esempio con l’entrata, certamente giustificabile, dell’euro, facendo rispettosamente osservare,come abbiamo già scritto sul nostro studio,approvato, riteniamo dall’allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, e dall’allora presidente della Camera, Fausto Bertinotti, che l’entrata dell’euro avrebbe dovuto,riteniamo sempre,considerare che una moneta unica avrebbe dovuto avere uguale potere d’acquisto, e perciò tanto, consentire agli stati più deboli, quale l’Italia etc…di avere la possibilità di una gradualità dei valori commerciali etc etc.

Sono note le condizioni di povertà dignitosa di centinaia di migliaia di cittadini, mentre, per converso, non si pensa agli stipendi e pensioni di valore faraonico di decine di centinaia di fortunati.

E, ancora, la nostra società “dabbene”, dimentica l’esempio dato dal premier del Giappone, nel momento che,essendo saltata una centrale atomica, dichiarava alla televisione,di sospendersi lo stipendio, senza commenti… Solo, quindi, e sempre per chi scrive,aggrappandosi agli strumenti meritocratici, si può sperare,sempre per chi scrive,nella ripresa della nostra condizione in Italia, non dimenticando che, forse, anche la Chiesa, per l’aspetto “morale” del grave problema presente, riteniamo sia tenuta a fare.