Spazio su Il Secolo XIX alla questione riguardante l’abbigliamento a scuola. A Genova giro di vite su abbigliamento appariscente, jeans strappati e tatuaggi.
Il dirigente scolastico dell’Istituto Nautico di Genova, Angela Pastorino, è chiara: “Il nostro regolamento impone che gli studenti debbano vestirsi in modo consono. D’estate sono vietati i pantaloni corti e le infradito. D’inverno no ai jeans strappati. Il mondo del lavoro non perdona e presto i nostri ragazzi indosseranno una divisa, non si potranno permettere queste trasgressioni”.
All’Alberghiero, invece, le divise ci sono già: vengono utilizzate nelle esercitazioni pratiche di sala e di cucina. Un paio di leggings può costare una nota sul registro, condanna anche per i tatuaggi che addirittura posto costare l’espulsione.
Al Turistico, invece, il preside è più per il dialogo: “Da noi non esistono costrizioni esplicite, ma servono buon senso e rispetto. La Scuola è un luogo pubblico in cui formano le menti”. No, dunque, a tagli eccessivi sui pantaloni e a berretti delle felpe calate.
La moda non coincide con quello che il mondo del lavoro pretende dai ragazzi. Adeguarsi, dunque, per evitare brutte sorprese.
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