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Scuole aperte allo sport, fuori i docenti di educazione fisica. “Appalto” al CONI

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Abbiamo parlato in precedenza del progetto Miur – CONI Scuole aperte allo sport, dove 100 scuole medie italiane, 1 per ogni provincia, proporranno agli studenti un pacchetto di attività sportive che comprenderà:

  • “Settimane di sport”, in ciascun plesso scolastico verrà avviato un percorso multisportivo di tre sport (uno per settimana: atletica leggera, ginnastica e un terzo sport o di squadra o con attrezzi, etc.) da svolgere durante l’orario scolastico.
  • “Pomeriggi sportivi”che si svolgeranno durante un periodo di 6 mesi, in cui saranno realizzati corsi gratuiti relativi ai tre sport prescelti, una volta a settimana per un totale di 4 turni di un’ora ciascuno (a cui possono partecipare 20 ragazze e ragazzi per turno).
  • Un Percorso valoriale(supportato da un kit di materiali, momenti di riflessione in classe e possibilità di realizzare elaborati) per la diffusione dei valori educativi del Fair Play e per fornire alle studentesse e agli studenti valori e conoscenze utili per contrastare i fenomeni del bullismo e del cyberbullismo.

Appalto al CONI, fuori i docenti di educazione fisica

Il progetto però, molto interessante dal punto di vista degli studenti, vede però montare la polemica da parte degli insegnanti di educazione fisica. Infatti, tale progetto di attività sportiva a scuola, dovrebbe vedere come docenti i tecnici delle federazioni sportive del Coni e non gli insegnanti di educazione fisica, che pur trattandosi di un progetto extracurriculare, dovrebbe essere coinvolto a 360° in tali iniziative.

Petizione insegnanti di eduzione fisica: NO all’appalto al Coni

In risposta a tale situazione, gli insegnanti di educazione fisica riuniti in associazioni hanno lanciato una mobilitazione nazionale accompagnata da una petizione dal titolo: #ORABASTA: NO ALL’APPALTO DELL’ATTIVITA’ SPORTIVA SCOLASTICA AL CONI DA PARTE DEL MIUR

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Sul testo della petizione si legge chiaramente il malcontento per questa esclusione dei docenti di educazione fisica, che sarebbe solo l’ultimo tassello di una continua svalutazione di questa categoria di docenti: “Così dopo il drastico taglio delle risorse per l’attività sportiva scolastica (passate da 60 milioni di euro del 2011 a poco più di 22 milioni di euro), il ridimensionamento degli uffici di EF con l’eliminazione del coordinatore provinciale e taglio delle risorse, nella primaria lo “sport di classe” a gestione Coni, la riproposta dei moribondi campionati studenteschi… il MIUR intende appaltare l’attività sportiva scolastica all’esterno affidandola al CONI.”

“Aboliamo l’educazione fisica”

Non sembra un periodo facile per la categoria degli insegnanti di educazione fisica: ricordiamo che lo scorso ottobre, si era aperto un dibattito, a seguito di un articolo apparso sul quotidiano Libero, in cui lo scrittore Giordano Tedoldi lanciava la proposta choc di abolirla: ”Non sarà necessario un sondaggio per avere da tutti la stessa risposta quanto all’importanza delle ore di educazione fisica: sono solo uno svago, un momento di pausa. Ci sarebbero pure le fantomatiche ore di ‘teoria’, in cui bisognerebbe studiare il corpo umano, la muscolatura, lo scheletro, il metabolismo, tutte attività che, se fossero veramente svolte, potrebbero lasciare là dove sono, nei nasi, nelle lingue, tutti i più arditi piercing. Ma chi le fa? E per quante ore a settimana?

Come diventare insegnante di educazione fisica?

A tal proposito, ricordiamo che per diventare insegnante di educazione fisica bisognerà ottenere Laurea Magistrale nelle classi di concorso: LM-47 (Organizzazione e Gestione dei Servizi per lo Sport e le Attività Motorie), LM-67 (Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate) o LM-68 (Scienze e Tecniche dello Sport).

Gli aspiranti docenti di educazione fisica potranno partecipare al prossimo concorso docenti 2018 per non abilitati. I candidati che risulteranno vincitori della selezione pubblica accederanno al FIT, un percorso di formazione e tirocinio triennale, che verrà retribuito.