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04.08.2025

Scuole aperte in estate in Emilia Romagna, l’assessora Conti: “Possono essere casa, se smettono di essere solo dovere”

La Regione Emilia Romagna, come abbiamo scritto, ha lanciato un avviso pubblico per rendere le scuole presìdi permanenti di inclusione, partecipazione e orientamento e aprire sportelli di orientamento nei territori, per gli studenti dagli 11 ai 19 anni. L’intenzione è quella di avviare la sperimentazione dellescuole aperte all’interno delle scuole secondarie di primo grado, anche d’estate.

La scadenza per la presentazione delle domande è fissata per le ore 12 dell’8 ottobre 2025. I progetti selezionati partiranno nei mesi successivi, con il coinvolgimento attivo di scuole, enti di formazione, amministrazioni locali e realtà del terzo settore. A volere tutto ciò l’assessora a Welfare, Terzo settore, Politiche per l’infanzia e Scuola Isabella Conti.

Quest’ultima, in un lungo post pubblicato su Facebook, ha parlato della volontà di intercettare la difficile fascia d’età che va dagli 11 ai 13 anni, per prevenire eventuali azioni di devianza.

“Tenere le scuole vive con ciò che insegna senza interrogare”

Ecco le sue parole: “L’età di mezzo. Non è celebrata come l’infanzia, né temuta come l’adolescenza. I ragazzi tra i 10 e i 13 anni, in inglese, li chiamano ‘tween’ da ‘between’, nel mezzo. L’età di mezzo, senza un nome. Passa in silenzio, come se non esistesse. Eppure è la più fragile, la più decisiva, la più urgente da abitare. Il sistema limbico (che regola emozioni, ricompense, relazioni sociali) matura prima della corteccia prefrontale, che invece governa l’autocontrollo. Il cuore batte troppo forte e la testa non sa ancora governarlo. È un’età in bilico, dove l’equilibrio non è dato, si costruisce ogni giorno, se c’è qualcuno che te lo insegna. È un’età che si perde presto, se nessuno la tiene. Per questo abbiamo deciso di tenere aperte le scuole medie. Non per occupare il tempo, ma per dargli un senso. Perché ogni ora vuota è un rischio, ogni spazio chiuso è una resa”.

“‘Scuole aperte’ è la nostra scommessa, ci mettiamo 4,5 milioni di euro. Due milioni per le scuole medie: per tenerle vive anche nel pomeriggio, con laboratori, sport, teatro, lettura, musica. Con tutto quello che insegna senza interrogare. La scuola può essere casa, se smette di essere solo dovere. Due milioni e mezzo per aprire sportelli di orientamento in ogni provincia: luoghi per ascoltare, orientare, restituire direzione a chi l’ha persa. Aperti per i ragazzi dagli 11 ai 19 anni, accompagnati da adulti che sanno stare senza giudicare. Non abbiamo inventato nulla. Abbiamo solo scelto di prenderci cura dei nostri ‘tween’, perché crediamo che la scuola sia l’infrastruttura più potente che esista, una promessa di senso, un posto dove si cresce in dignità e possibilità. Se oggi decidiamo di restare accanto ai nostri figli in quell’età muta e piena di vento, domani potremo chiamarli cittadini e potremo guardarli negli occhi senza dover chiedere scusa per averli lasciati soli”, ha concluso, spiegando le sue ragioni.

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