C’è indignazione per i gravi danni provocati in alcune scuole a seguito delle oltre 100 occupazioni studentesche di questi giorni: a fare scalpore sono stati gli atti di deturpazione gratuita attuati all’interno di non poche sedi. Come la succursale dell’istituto superiore Ferrari-Hertz di Roma, in via Contardo Ferrini, collocato a metà tra i quartieri Torre Spaccata e Don Bosco.
Come già scritto dal Corriere della Sera e poi dalla Tecnica della Scuola, da una prima stima i danni ammonterebbero a non meno di 200mila euro, una cifra che potrebbe aumentare dopo le verifiche tecniche ancora in corso.
Tra gli interventi necessari figurano il ripristino delle porte, danneggiate con l’utilizzo di martelli, e la sostituzione degli arredi, alcuni dei quali sono stati spostati e lanciati lungo le scale e nell’anfiteatro. È stato inoltre segnalato un tentativo di appiccare un incendio nell’archivio.
Il livello dei danni provocati è tale che appare impossibile tornare all’attività didattica già nei prossimi giorni.
Per assicurare la continuità didattica agli studenti, sono al vaglio diverse possibilità: la prima è quella di attivare, previo via libera dell’Ufficio scolastico, la didattica a distanza per il tempo necessario al ripristino degli ambienti.
Altrimenti, si potrebbe ricorrere ai doppi turni nella sede centrale, organizzando le attività in tal modo, permettendo il ripristino generale della sede oggi inagibile.
Ad esprimere il totale dissenso per quanto accaduto nella scuola superiore capitolina è stato anche il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara: in un intervento al Tg4, su Rete4, il numero uno del Mim ha detto di sentirsi “indignato e arrabbiato”, perché” in questa scuola e in altre scuole abbiamo investito dal 2022 ad oggi circa 5 miliardi di euro di fondi nazionali e altri 10 miliardi di euro di fondi Pnrr”.
Invece di raccogliere i frutti dell’investimento realizzato, Valditara si sofferma sul un preoccupante dato: “dall’inizio dell’anno scolastico – ha sottolineato il Ministro – sono alcuni milioni di euro ormai i danni causati durante le occupazioni scolastiche”.
Quindi, il titolare del dicastero bianco torna ad “affermare un principio: chi rompe paga”, quindi “chi occupa una scuola debba assumersi la responsabilità dei danni che vengono causati. Perché questi danni altrimenti sono pagati da tutti i cittadini”.
“Noi siamo stanchi di dover ristrutturare scuole, poi vedere scempi di questo tipo. Purtroppo, non è la prima volta, anche negli anni passati sono stati causati danni al patrimonio edilizio durante le occupazioni scolastiche, danni pesanti. Credo che questo andazzo debba terminare una volta per tutte”, ha concluso Valditara.
Nel frattempo, cresce il numero delle scuole occupate: il primo lunedì di novembre sono state occupate entrambe le sedi dello storico liceo scientifico Righi, ma anche i licei Bertrand Russell e Augusto sono stati occupati. Altri istituti della capitale, come il liceo di scienze umane Margherita di Savoia, il 3 novembre riprenderanno le lezioni dopo l’occupazione studentesca durata quasi una settimana.
Secondo le stime di Osa, “nelle ultime settimane sono state occupate più di 100 scuole in Italia, contro la ‘scuola caserma’ dello sceriffo Valditara e il definanziamento della formazione pubblica”.
“Si prepara un autunno caldo e gli studenti – hanno fatto sapere dal collettivo Osa – sono protagonisti, insieme ai lavoratori, delle grandi mobilitazioni che stanno bloccando il paese, dalle occupazioni delle scuole agli scioperi dei portuali e degli agricoltori contro le condizioni ormai insostenibili di vita e il futuro verso cui ci stanno condannando”.
“Esiste un movimento di classe in questo paese che ha preso consapevolezza dell’incompatibilità di una classe politica che sceglie di investire nelle armi e non nei salari o nella scuola”, hanno concluso dall’Osa.