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03.11.2026
Aggiornato alle 16:45

Manovra 2027, anche Valditara sarebbe rimasto “sorpreso” dai tagli alla scuola: cosa succede ora?

Il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara

La Legge di Bilancio 2027è al centro delle polemiche a causa dei possibili tagli alla scuola, in particolare agli organici, con una riduzione prevista di 4.925 docenti e 2.049 unità di personale Ata a partire dall’anno scolastico 2027/2028. Una misura contenuta nel disegno di legge approvato dal Governo, che potrebbe comportare un risparmio per lo Stato di circa 252 milioni di euro all’anno dal 2028.

Secondo i calcoli delle organizzazioni dei lavoratori, sommando le riduzioni già previste negli anni precedenti, si arriverebbe a 14.808 posti in meno in tre anni, di cui 10.585 docenti e 4.223 Ata. Oggi, 3 novembre, il vicepremier e ministro delle infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini, tra l’altro leader della Lega, partito del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara e di Giancarlo Giorgetti, ministro dell’Economia e delle Finanze, si è smarcato dicendo di non saperne nulla.

E Valditara? Secondo Il Corriere della Sera, sarebbe rimasto sorpreso. Il testo, in tutto ciò, oggi sarà annunciato in Aula. Resta da vedere se ci saranno cambiamenti.

Le parole di Salvini

“Sicuramente il taglio al mondo della scuola in questo momento è qualcosa su cui ragionare e come Lega qualche proposta la faremo”, queste le parole di Salvini, riportate da Ansa, pronunciate a margine di Eicma, il Salone internazionale delle due ruote, alla Fiera di Rho, che sembrano aprire a modifiche nel documento.

A chi gli ha chiesto se si aspettava questi tagli sulla scuola Salvini ha risposto: “No, io non ne sapevo niente”.

La replica

“Salvini dice di non sapere niente dei tagli alla scuola e annuncia che la Lega farà delle proposte. Gli sfugge un dettaglio: la manovra porta la firma del ministro dell’Economia Giorgetti e i tagli colpiscono il ministero dell’Istruzione guidato da Valditara. Sono due ministri della Lega. Se Salvini cerca i responsabili, non deve andare lontano: chieda a casa sua, a casa Lega. Il vicepremier che oggi cade dalle nuvole siede nello stesso Consiglio dei ministri che ha approvato questa legge di bilancio. È il solito copione: Salvini parla di cose che non conosce e, quando le scelte del governo si rivelano sbagliate, la colpa è sempre di qualcun altro. Sulla scuola però lo scaricabarile non funziona”.

“Insieme ai sindacati e a tutto il mondo della scuola chiediamo l’immediato ritiro della norma. Ci auguriamo che la Lega porti queste proposte ai suoi ministri: il modo più semplice per dimostrare di non saperne niente è cancellare i tagli. Salvini chieda subito l’immediato ritiro della norma altrimenti è la solita stantia propaganda a cui non crede più nessuno”. Così Irene Manzi, responsabile nazionale scuola del Pd.

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In questo scenario, mentre la Legge di Bilancio deve ancora completare il proprio iter parlamentare e il testo potrà essere modificato attraverso gli emendamenti, La Tecnica della Scuola vuole dare spazio direttamente alla voce di docenti e personale scolastico.

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