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Scuole sull’orlo del collasso finanziario

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  Il problema dei finanziamenti alle scuole, ormai ridotti al lumicino, sta diventando ogni giorno più pesante.

Qualche settimana fa il Ministero ha dato via libera ad un provvedimento di incremento delle risorse che però non consentirà alle scuole neppure di pagare senza difficoltà le spese per il materiale di pulizia e per la tassa raccolta rifiuti.
E per far conoscere anche alle famiglie la gravità della situazione molte scuole hanno lanciato iniziative originali e un po’ provocatorie.
Soprattutto nel milanese, per esempio, ha avuto successo la proposta di ReteScuole “Un rotolo per la scuola” che ha invitato genitori a cittadini a offrire un piccolo contributo per comprare la carta igienica per le scuole che spesso non hanno soldi neppure per comprare il materiale più comune; e non è un paradosso: proprio in questi giorni Laura Razzano, vice-segretaria del Sam-Gilda, sta divulgando il testo di una circolare di un dirigente scolastico del Piemonte che invita tutto il personale della scuola a razionare l’uso della carta igienica.
I tagli più consistenti e più problematici riguardano però le spese per il pagamento delle supplenze brevi che stanno creando situazioni di pesante conflittualità in molte regioni. In Emilia-Romagna il direttore generale Lucrezia Stellacci ha “suggerito” ai dirigenti scolastici di tenere sotto controllo la situazione disponendo le visite fiscali anche per assenze di un solo giorno; e ovviamente la risposta dei sindacati non si è fatta attendere: il coordinamento unitario dei dirigenti scolastici che fa riferimento a Cgil, Cisl e Uil critica duramente la circolare della Stellacci considerandola anche una grave intromissione nella autonomia delle scuole e degli stessi dirigenti scolastici.
E non è detto che il problema possa trovare soluzione in tempi rapidi, anche nel caso dovesse cambiare il quadro politico.
Ad Andrea Ranieri, responsabile del settore scuola e formazione per i Democratici di Sinistra, abbiamo chiesto cosa potrebbe accadere da aprile in poi nel caso di un avvicendamento politico ai vertici del Ministero.
“La questione – risponde Ranieri – è di carattere più generale e attiene al gravissimo fenomeno, che noi abbiamo più volte denunciato, dell’utilizzo dei fondi residui degli istituti scolastici a copertura delle spese che attengono a impegni del Miur. Sul problema è intervenuta anche, con autorevolezza, la Corte dei Conti che con il suo ‘Rapporto annuale’ ha censurato la vischiosità delle erogazioni e il ruolo improprio nell’utilizzo dei residui finanziari delle scuole. Ma c’è di più: la Corte dei Conti ha criticato fortemente il fatto che il Miur si è mosso in contraddizione rispetto al Titolo V della Costituzione e all’autonomia delle scuole”.
Ma tutto questo cosa ha a che fare con la mancanza di soldi e soprattutto come si può risolvere in tempi rapidi il problema ?
“E’ evidente – chiarisce Ranieri – che questa situazione di palese mancanza di trasparenza ha ifatto sì che in questi anni siano stati scaricati sulle scuole oneri impropri che spettano invece alla Amministrazione Centrale: noi intendiamo ripristinare innanzitutto regole trasparenti e certe in modo che il Governo riassuma su di sé oneri che non sono delle singole scuole, come per esempio le spese per le supplenze. Su questo punto il nostro impegno è pieno e posso quindi affermare che uno dei primi adempimenti dell’auspicato nuovo governo della scuola italiana sarà proprio indirizzato ad affrontare le difficoltà finanziarie delle istituzioni scolastiche”.
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