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Si è spenta l’anima del giornalismo italiano. Addio Enzo Biagi

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L’intero mondo del giornalismo è in lutto. E’ morto poco dopo le 8, nella mattinata di oggi 6 novembre, Enzo Biagi.
Grande figura di spicco nel panorama del giornalismo italiano Biagi lascia alla spalle una lunga storia fatta di grandi successi professionali che hanno dato lustro a tutta l’Italia.
A raccogliere il suo ultimo respiro al capezzale del lettino della clinica Capitanio di Milano, dove era stato ricoverato una decina di giorni addietro per problemi cardiaci e renali, le figlie Bice e Carla con i rispettivi mariti.
Nato il 9 agosto 1920 a Lizzano in Belvedere, un paesino dell’Appennino tosco-emiliano in provincia di Bologna, Enzo Biagi ha dimostrato fin da subito una predisposizione innata verso la scrittura. 
Scrivere gli piaceva molto. Tant’è che, quando ancora era molto giovane, persino un suo tema scolastico venne inviato al Papa per la limpidezza del linguaggio e la chiarezza dei contenuti.
Enzo Biagi inizia, appena diciottenne, la sua carriera giornalistica al Resto del Carlino e a soli 21 anni entra nell’albo dei giornalisti professionisti. Dopo la guerra fonda a Bologna un settimanale “Cronache” e un quotidiano “Cronache sera”. Nei primi anni ‘60 inizia anche la sua collaborazione con la Rai.
Famoso per il “Fatto”, il programma giornaliero di cinque minuti su avvenimenti e personaggi italiani iniziato nel 1995, Biagi era stato costretto a lasciare la Rai nel 2002, per l’accusa di faziosità della sua trasmissione che gli venne rivolta dal presidente Berlusconi. Nel servizio pubblico il grande giornalista ritorna solo nel 2007 con “RT-Rotocalco televisivo”.
Con i suoi 80 libri, Enzo Biagi ha narrato un secolo di storia italiana ed è stato colui che più di tutti ha saputo incarnare in ogni aspetto la vocazione giornalistica: dalla stampa all’editoria, dalla radio alla televisione. Addio, Enzo.