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Siamo il risultato delle nostre scelte: ci vendiamo per un piatto di lenticchie

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E’ il ripetersi del requiem ogni qualvolta le promesse Politiche vengono distese sul tavolo del Compromesso (incontro Ministro e Premier Conti con i Sindacati, il 23 aprile).

Il 17 Maggio non ci sarà lo Sciopero della Scuola, indetto da tutte le forze rappresentative del settore pubblico in oggetto. E questo per 100 euro (lordi) di aumento stipendiale che di certo non rappresenta quella soglia che metterebbe tutto il comparto Scuola in linea con gli stipendi dei colleghi europei, unitamente alla promessa a trovar la Soluzione per i Precari Storici (solo quelli, però).

I SINDACATI? Venduti come sempre al Potere, perché del resto dietro le loro scelte, trovano appoggio indicante ed indicativo dei o del partito che essi stessi rappresentano.

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E noi? FELICI. Finalmente convinti che ci hanno ascoltato. IDIOTI che siamo: il 20 Maggio è imminente, e l’ombra di un ripetersi quanto accaduto nelle urne renziane, possa ripetersi ancora una volta nelle urne GialloVerde.

Ma davvero crediamo alle favole, ancora? Non abbiamo davvero imparato nulla? A cosa serve scrivere, protestare, lamentarsi.

Siamo il risultato delle nostre scelte. Meritiamo ciò che è il nostro feriale, incapaci, o meglio adattati ad ogni nuova illusione o promessa che si voglia, vendendo la nostra dignità, il nostro lavoro faticoso ed non riconosciuto. Per un piatto di lenticchie.

Questa è la grande bellezza del Popolo Italiano.

Io spero di sbagliarmi, e magari lo Sciopero lo facciamo egualmente, senza i Confederali o i Cobas o gli Unicobas, o altre Bandiere di vario colore: un po’ come i Gilet Gialii, o come tutte quelle maree di persone che manifestano democraticamente rivendicando i loro diritti e soprattutto la loro dignità di Uomini, innanzitutto. E magari il 20 Maggio nel segreto dell’urna SIAMO NOI I SINDACATI di Noi Stessi…. (Renzi Docet)

 

Mario Santoro