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Sindacati contro i revisori dei conti

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Parte dal Piemonte l’ennesima protesta contro le presunte invasioni di campo dei revisori dei conti: in questa regione i sindacati confederali della scuola stanno lanciando una vera e propria campagna di mobilitazione per raccogliere centinaia, anzi migliaia di firme di dirigenti scolastici e rappresentanti sindacali da inviare ai Ministeri dell’Economia e dell’Istruzione e chiedere che i compiti dei collegi dei revisori si limitino alla verifica della legittimità amministrativo-contabile e al giudizio di compatibilità finanziaria.
I sindacati, però, non intendono fermarsi qui e preannunciano che “data l’entità del fenomeno, intendono assumere più ampie iniziative vertenziali, sindacali, e giurisdizionali a tutela degli interessi dei lavoratori”.
Ma quali sono i comportamenti dei Revisori che Cgil, Cisl e Uil considerano inaccettabili ?
“In alcuni casi – spiegano i segretari regionali Alberto Artioli (Cgil), Enzo Pappalettera (Cisl) e Diego Meli (Uil) – il collegio dei revisori ha dato parere contrario sulla compatibilità finanziaria individuando presunte illegittimità amministrativo-contabili che sono in realtà valutazioni sul merito della contrattazione; in questi casi i dirigenti scolastici non sono in grado di onorare il contratto e di dare corso alle retribuzioni per le attività che si sono svolte nell’istituto nell’anno scolastico 2005/06″.
“In altri casi – aggiungono i segretari regionali – si sono osservati interventi di diretta critica ad alcuni aspetti di accordi relativi ad annualità precedenti che stanno invece condizionando le contrattazioni di questo avvio di anno scolastico”.
In altre situazioni, secondo Artioli, Pappalettera e Meli, i revisori avrebbero mantenuto “atteggiamenti poco corretti con ripetute minacce di denuncia dei dirigenti scolastici alla Procura della Corte dei Conti e, dall’altro, comportamenti dilatori che, di rilievo in rilievo, provocano continui rinvii e non consentono la sollecita attuazione di quanto previsto”.
Sotto accusa è anche il cosiddetto “protocollo Athena”, ossia il sistema informatizzato di raccolta dei dati che non risponderebbe secondo i sindacati agli obiettivi che si pone lo stesso regolamento di contabilità.
Per non parlare di situazioni in cui, a detta di Cgil, Cisl e Uil, i revisori avrebbero dato interpretazioni del contratto nazionale “che dimostrano quantomeno la dimostrazione di scarsa conoscenza sia dell’organizzazione del lavoro nella scuola che dello stesso contratto”.
E’ probabile che il problema sollevato dai sindacati piemontesi si risolverà almeno in parte grazie ad una norma della legge finanziaria che di fatto cancella il “Collegio dei revisori” e demanda il controllo di legittimità contabile a due soli revisori per ogni istituzione scolastica.
Ma il problema più delicato resta quello della contrattazione di istituto e del ruolo che i revisori hanno sulla materia. Per risolverlo definitivamente non sarebbe male se i due Ministeri (Economia e Istruzione) riuscissero a trovare un accordo ed emanassero disposizioni condivise.