Home Attualità Sinopoli (FLC CGIL), la scuola deve essere “comunità educante”

Sinopoli (FLC CGIL), la scuola deve essere “comunità educante”

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Lunedì 17 dicembre 2018 è iniziato il IV Congresso Nazionale della FLC CGIL a Colli del Tronto (AP) presso il Centro Congressi il Casale, con il titolo “La Costituzione vive nella Conoscenza”. Abbiamo seguito l’intervento del Segretario Generale della FLC CGIL Francesco Sinopoli.

Sintesi dell’intervento di Francesco Sinopoli

Riportiamo qualche spunto della relazione di Francesco Sinopoli in apertura del IV Congresso Nazionale della FLC CGIL:

“Va smantellata l’idea, che pure stuzzica tanti politici e intellettuali, della scuola come servizio a domanda individuale, basato sulla competizione e su una meritocrazia che crea disuguaglianza perché favorisce in base al censo. Una concezione che crea fratture insanabili tra scuola e famiglia, tra scuola e società, anche con le derive violente che le cronache ci hanno di recente raccontato. La scuola deve essere ‘comunità educante’ deve fare propri i contributi di intellettuali il cui pensiero è tutt’altro che superato, come tra gli altri Dewey, don Milani, Gramsci.

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Una scuola che mette al centro la persona e la sua formazione come cittadino. La scuola come fondamento e linfa del sistema democratico. Entrando nel merito delle richieste sindacali, il segretario ne cita alcune: 8 miliardi di euro da destinare all’edilizia scolastica non solo per la messa in sicurezza degli edifici, ma per costruire spazi nuovi di didattica e apprendimento, di apertura al quartiere; 8 miliardi per la valorizzazione del personale docente e Ata; 4,5 miliardi per la generalizzazione della scuola dell’infanzia, l’estensione del tempo pieno, la stabilizzazione degli organici. Vanno anche rivisti i criteri per il dimensionamento degli istituti scolastici, va esteso l’obbligo scolastico da 3 a 18 anni, va ridiscusso il tempo scuola, oggi fortemente diseguale nel Paese. L’idea dei licei quadriennali e della riduzione di un anno dell’istruzione secondaria di II grado lascia perplessi ed è da considerarsi negativamente.

Con la recente sottoscrizione dei contratti del settore pubblico  da ultimo quello della dirigenza, si è posto fine a un blocco decennale che, partito con la riforma Brunetta, è proseguito in maniera lineare con i governi successivi anche se di orientamento diverso. Il primo contratto del comparto Istruzione e Ricerca, sottoscritto il 19 aprile 2018, non è stata una passeggiata, ha indubbiamente rappresentato un punto di svolta nell’azione sindacale di questi anni. Non in tutti i settori allo stesso modo, certo, ma ha rappresentato davvero la ripartenza della contrattazione ad ogni livello. In particolare nella scuola le linee guida unitarie sulla contrattazione decentrata stanno rafforzando la nostra azione negoziale e sono molto apprezzate dalle nostre RSU. Ci sono ferite che restano aperte come quella dei CEL, ma su cui si sta già lavorando nella piattaforma unitaria per il prossimo contratto il cui percorso dovrà proseguire negli organismi subito dopo il congresso. Questo è stato un contratto per la ricostruzione negoziale proiettato verso il prossimo rinnovo. Ripristinare la regolarità delle scadenze contrattuali è un obiettivo e un impegno della FLC. L’insediamento di tutte le commissioni sui sistemi di classificazione professionale dopo quella per i profili ATA è il prossimo passo. I profili professionali e il diritto allo sviluppo professionale, collegati al diritto alla formazione e a un investimento coerente, saranno uno dei temi centrali del prossimo confronto negoziale”.