Home Attualità Sistemi di Istruzione in Europa, nuovo Rapporto Eurydice

Sistemi di Istruzione in Europa, nuovo Rapporto Eurydice

CONDIVIDI
webaccademia 2020

Quali politiche servono per prevenire la dispersione scolastica? Come si misura l’occupabilità dei diplomati? Come vengono monitorati nei vari paesi i risultati degli studenti nelle competenze di base?  

A queste e ad altre domande risponde il nuovo rapporto della rete Eurydice, dal titolo “Indicatori strutturali per il monitoraggio dei sistemi di istruzione e formazione in Europa 2020: dati e riforme dal 2015 ad oggi“.

Il rapporto presenta oltre 35 indicatori strutturali aggiornati sulle politiche dell’istruzione per l’anno scolastico/accademico 2019/20 nei seguenti sei ambiti: educazione e cura della prima infanzia (ECEC), risultati nelle competenze di base, abbandono precoce dell’istruzione e della formazione (ELET), istruzione superiore, occupabilità dei diplomati e mobilità per l’apprendimento.

ICOTEA_19_dentro articolo

E fornisce inoltre una breve panoramica delle principali riforme attuate dall’inizio dell’anno scolastico/accademico 2014/15 nei suddetti ambiti.

Com’è la situazione in Italia?

Gli indicatori strutturali presenti nel rapporto evidenziano che in Paesi come l’Italia, Spagna, Portogallo e Croazia, ci sono tuttora disparità di accesso all’istruzione a seconda delle zone geografiche. 

Fra i paesi che dal 2015 hanno introdotto riforme per raggiungere l’obiettivo di abbassare il tasso di abbandono precoce dei percorsi di istruzione e formazione al di sotto del 10%, ormai quasi raggiunto a livello medio europeo, emerge l’Ungheria che ha sviluppato un sistema di allerta rapido per segnalare casi di assenteismo nelle scuole primarie e secondarie attraverso una raccolta dati nazionale basata sul registro degli studenti.

Si tratta di uno strumento, quest’ultimo, utilizzato dalla maggioranza dei paesi europei, fra cui anche l’Italia, per raccogliere dati a livello nazionale sull’abbandono precoce.

L’obiettivo fissato dall’Europa sull’istruzione  superiore richiede che, entro il 2020, la percentuale di diplomati sia almeno del 40%. Sotto questo aspetto l’Italia purtroppo è messa male: con un misero 27,6%, è uno dei paesi con il livello di istruzione superiore più basso d’Europa, insieme a Bulgaria, Romania e Ungheria.  

Infine, l’occupabilità ha un ruolo centrale nella strategia Europa 2020 e, nel 2019 il relativo obiettivo di raggiungere un tasso di occupabilità dei neodiplomati dell’istruzione secondaria e terziaria dell’82% è stato mancato per un solo punto percentuale in meno. Molti  paesi si sono inoltre adoperati per migliorare la qualità e la pertinenza dei sistemi di istruzione e formazione professionale rispetto al mercato del lavoro, cosa che ha fatto ad esempio anche l’Italia aggiornando il repertorio dei profili professionali.

Preparazione concorso ordinario inglese