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Smartphone a scuola, i divieti nel resto del mondo: un fenomeno globale in crescita

Dalla Corea alla California, dall’Europa all’Oceania, il dibattito sull’uso degli smartphone a scuola è ormai mondiale. Sempre più Paesi stanno adottando divieti o restrizioni per limitare l’impatto dei dispositivi digitali durante le lezioni.

Secondo il Global Education Monitoring (GEM) dell’UNESCO, riportato dal portale Skuola.net, alla fine del 2023 erano già 60 i sistemi educativi che avevano vietato i cellulari in classe. Nel 2024 il numero è salito a 79 Paesi, pari a circa il 40% del totale globale. Non solo realtà in via di sviluppo: tra i promotori del bando ci sono Francia, Gran Bretagna, Corea del Sud, Cina, ma anche Stati americani come la California.

Le ragioni di queste scelte sono supportate da numerosi studi scientifici condotti da OMS e OCSE, che collegano l’uso eccessivo dei telefoni a calo dell’apprendimento, ansia, dipendenza, deficit cognitivi e relazionali. Anche una ricerca italiana, dell’Università Bicocca di Milano, ha dimostrato come smartphone e social riducano attenzione e benessere generale degli studenti.

In Europa, il divieto è entrato in vigore già da tempo in Francia (dal 2018, anche alle medie) e in Grecia, mentre Olanda, Germania, Spagna e Danimarca hanno esteso i limiti a tutti i cicli scolastici. Nel Regno Unito, linee guida nazionali vietano i dispositivi per l’intera permanenza degli alunni a scuola.

Negli Stati Uniti, la situazione è frammentata: la California ha varato il Phone Free School Act, mentre in Florida e Texas i divieti coprono l’intera giornata, comprese le pause. Altri Stati, come l’Indiana, lasciano autonomia ai singoli distretti.

In Asia, la Cina ha introdotto restrizioni già nel 2021, richiedendo il consenso scritto dei genitori per portare il telefono a scuola. In Giappone, ricerche locali hanno portato alla proposta di limiti di tempo e coprifuoco digitale. In Corea del Sud, dal 2026, entrerà in vigore una legge che vieta del tutto i telefoni in aula.

Anche l’Australia si è mossa contro la sovraesposizione digitale, vietando ai minori di 16 anni l’uso dei social media. In India e in altri Paesi emergenti, pur senza una legge nazionale, sono molte le scuole che hanno introdotto regole interne per contrastare l’abuso.

Infine, un primato spetta al Bangladesh, che già dal 2011 aveva introdotto il divieto per gli insegnanti, estendendolo poi nel 2017 anche agli studenti.

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