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09.09.2025

Smartphone vietati agli insegnanti di Padova. E dalla Corea agli Usa si susseguono i divieti

Gli smartphone? Sul viale del tramonto la loro presenza a scuola. Anzi, forse la definita scomparsa, considerato che fanno male, non solo all’attenzione durante le ore di lezione, ma anche alla psiche e alla sua stabilità. Ma farebbero male anche agli insegnanti, i quali, del resto e al di là di qualunque altra considerazione, per primi dovrebbero dare l’esempio, come sta accadendo a Padova dove sono stati vietati proprio in funzione di questo principio: dare l’esempio. 

Lo spiega, e questo fa male agli educatori che dovrebbero saperlo senza altra spiegazione, l’assessora all’educazione del comune che parla di “silenzio digitale” e di “tutela della concentrazione e lotta alla distrazione” per i bambini degli asili nido e di tutte  le scuole dell’infanzia. Una scelta, sembra, a lungo studiata dal dipartimento di psicologia dell’Università di Padova. 

E se gli psicologi continuano nella loro campagna di dissuasione all’uso dello smartphone, in altri Paesi europei come la Germania, la Polonia, la Danimarca, il Portogallo e la Croazia, sono le scuole, in piena autonomia, a stabilirne l’uso, senza diktat ministeriale.  

In Spagna, si legge su Rainews24, per dare un senso collettivo alle misure, quasi tutte le 17 comunità autonome hanno introdotto divieti, fatta  eccezione per Paesi Baschi, La Rioja e Navarra.  

In Francia, dove, sulla base degli studi svolti dal Ministero dell’Istruzione, è stato deciso di combatterne l’uso, anche se il divieto esiste addirittura dal 2018, ed è valido sia nelle scuole primarie che secondarie di I grado.

La Grecia, seguendo la tendenza crescente in Europa, ha adottato misure simili, rispondendo al bisogno di tamponare l’invasività della tecnologia sulle nuove generazioni.

Anche il Regno Unito, basandosi sul rapporto della Children’s Commissioner, ha deciso di introdurre linee guida che prevedono il bando totale dei dispositivi per tutta la permanenza degli alunni nel perimetro scolastico. In ogni caso, tuttavia, la decisione finale sulle modalità di attuazione delle norme spetta ai vari presidi, insieme alle pressioni delle comunità locali.

Anche negli Stati Uniti si procede su questa direzione. 

In California, si legge sempre su RaiNws24, è stato introdotto il ‘Phone Free School Act’, per contenere l’uso degli smartphone a scuola coi suoi rischi per la salute mentale degli studenti. Così in Texas, dove una legge vieta l’uso dei device personali durante l’intera giornata scolastica, comprese le pause e i momenti di pausa. In Florida invece l’uso degli smartphone è vietato in tutte le scuole del sistema educativo K-12, che comprende le scuole elementari, medie e superiori. Nello stato dell’Indiana sono le scuole a redigere e pubblicare misure specifiche. 

In Cina, nel 2021, il Ministero dell’Istruzione ha vietato a tutti gli studenti delle scuole primarie e secondarie di portare dispositivi mobili a scuola senza un permesso scritto da parte dei genitori. Dunque la scuola passa in secondo piano e il suo ordinamento non sembra fare testo. 

In Giappone, sono state proposte linee guida che raccomandano di limitare l’uso degli smartphone a due ore al giorno e sarebbero vietati dalle ore 21 per i bambini e dalle 22 per gli adulti.   

In Corea del Sud è stata approvata una legge, che entrerà in vigore nel 2026, che vieta l’uso degli smartphone in tutte le aule scolastiche

L’Australia ha varato una legge per impedire agli under 16 l’uso dei social media.

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