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Soldi alle paritarie, il Governo Renzi li raddoppia: da 272 a 500 milioni

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Chi pensava che i governi di destra sono quelli più solidali con le scuole paritarie, si sbagliava di grosso.

Perché l’attuale Governo, che ha come primo partito di maggioranza il Partito Democratico, sta per approvare una serie di norme che andranno a costituire una vera “ciambella” di salvataggio per tante scuole che non si riconducono all’istruzione pubblica statale.

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Non spetta a noi dare un giudizio od entrare nel merito dei provvedimenti, ma è questo che sta avvenendo. E, come cronisti, riportiamo i fatti. Ricordando anche che, soprattutto per la scuola dell’infanzia, il servizio svolto dagli istituti paritari è in molti casi sostitutivo rispetto a quello statale. E, tutto sommato, svolto senza costi eccessivi.

I finanziamenti in crescita, a favore degli istituti paritari, sono stati riassunti, l’8 novembre, dal sottosegretario al Miur, Gabriele Toccafondi, prendendo parte ai lavori della “Commissione Parità” insieme ai rappresentati che si occupano di parità scolastica: Fism, Agesc, Foe, Anci, Agidae, Fidae, Aninsei, Forum associazioni familiari.

“Con la nuova legge di Bilancio, il Governo continua a dimostrare nei fatti che crede nella scuola paritaria, parte del sistema d’istruzione nazionale. Proseguire un lavoro iniziato tre anni fa”, ha detto il rappresentante dell’esecutivo Renzi.

“Nella legge di Bilancio del 2014 la previsione di spesa per le paritarie era di 272 milioni, – ha ricordato Toccafondi – adesso il fondo è stabilizzato a 500 milioni, inoltre con la legge di bilancio in discussione alla camera, le risorse per il sostegno studenti disabili passano da 12,2 a 24,4 milioni, aumentano per il 2017 anche le risorse destinate alle scuole materne paritarie con un fondo di 25 milioni e si va avanti anche sulle detrazioni per le famiglie, lo facciamo gradualmente, in tre anni, da 400 a 640 euro per l’anno 2016, 750 euro per 2017, fino a 800 euro del 2018”.

Toccafondi ha ribadito che “il Governo crede nella parità e lo ha dimostrato concretamente con i finanziamenti, le stabilizzazioni dei fondi, le norme, sono passi importanti per il raggiungimento di una reale parità scolastica, che vanno in parallelo alle azioni di contrasto ai cosiddetti “diplomifici”, perché siamo per la parità ma contro chi si nasconde dietro la parità”.

Il sottosegretario ha concluso il suo intervento, spiegando che “a breve, come richiesto dalle associazioni, proseguirà il confronto anche su altri temi, come quello sulle deleghe della legge 107, prima fra tutte quella del sistema integrato di istruzione 0-6 anni”. Leggi delega che, in base a quanto previsto dalla Buona Scuola, dovrebbero essere pubblicate entro due-tre mesi, ma che da quanto si apprende potrebbero subire uno slittamento rispetto alla tabella di marcia.

 

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