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Sondaggio sulla legge delega n. 53 del 2003

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Abbiamo formulato, come di consueto, cinque domande invitando i lettori ad una risposta secca, favorevole o contraria.
La prima domanda sondava il livello di condivisione di una frase molto”forte” e polemica di un esponente della maggioranza, il senatore Brocca, padre dei famosi e ambiziosi programmi in adozione nella scuola secondaria, che definiva l’introduzione con la nuova legislazione del docente tutor una “sciocchezza” che rischierebbe di “scassare la scuola” italiana. Tale affermazione è stata condivisa da oltre il 73% dei partecipanti al sondaggio. Un segnale molto significativo del dissenso che serpeggia all’interno della maggioranza e delle difficoltà, ancora attuali, che la Ministra incontra nell’emettere i previsti decreti attuativi.

La seconda domanda tendeva a far pronunciare i lettori sulla scelta che i nuovi alunni dovranno effettuare in seconda media fra licei e professionali, allorché dovranno scegliere la tipologica di ultima classe della media che orienterà il percorso successivo. L’83,3% ha risposta di non condividere tale opzione.

Una percentuale appena superiore 83,8% esprime dissenso sulla biennalità della valutazione prevista dalla legge 53 ed una maggioranza altrettanto sostenuta, anche se appena più bassa, 59.4%, si è pronunciata contro l’assegnazione all’Invalsi del compito di verificare ogni due anni la qualità complessiva dell’offerta formativa e degli apprendimenti, così come richiesto nella quinta domanda.

La quarta domanda era relativa alla proposta di riforma approvata in Emilia Romagna. Con tale iniziativa l’Assessorato regionale emiliano prevede per tutti gli studenti un biennio di scuola superiore con contenuti formativi unitari. Un sistema integrato quindi alternativo a quello nazionale che prevede la separazione netta fra licei statali e professionali regionali. La condivisione di tale progetto ha fatto registrare una percentuale del 67,1%.