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Entro il 31 agosto 67.418 assunzioni, sì del CdM per 57.322 docenti, 9.838 Ata, 212 presidi e 46 educatori

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Ora è ufficiale: le assunzioni di oltre 57mila insegnanti si faranno. A sancirlo è stato, l’8 agosto, il Consiglio dei ministri ha infatti approvato l’autorizzazione ad assumere, a tempo indeterminato, sui posti effettivamente vacanti e disponibili, per l’anno scolastico 2018/2019, 57.322 unità di personale docente, di cui 43.980 docenti su posto comune e 13.342 docenti su posto di sostegno (per i quali permane il vincolo di permanenza sul profilo almeno per cinque anni); 46 unità di personale educativo; 212 dirigenti scolastici; 9.838 unità di personale Ata.

Una conferma pressoché scontata

La notizia giunta in tarda serata, attraverso un comunicato stampa del Consiglio dei ministri, era praticamente scontata, alla luce del via libera del Mef delle passate settimane.

Tanto è vero che il 17 luglio scorso, il ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, ha sottoscritto e fatto pubblicare il decreto delle immissioni in ruolo, con tanto di contingenti provinciali, suddivisi per classi di concorso, ed istruzioni operative annesse.

In mezzo alla notizia

Tutto entro tre settimane

Lo scorso 31 luglio, il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti ha incontrato al Miur i direttori generali degli Uffici scolastici regionali, ricordando loro che “il nostro impegno comune deve essere il rispetto delle scadenze, per un buon avvio del nuovo anno scolastico”.

Questo significa che la proroga per l’attuazione delle nomine dovrà essere rispettata in modo imprescindibile: a tale scopo, il Miur ha disposto l’apertura della piattaforma informatica del Sidi fino al 31 agosto, prorogandola rispetto al 6 agosto iniziale.

La “grana” dei maestri con diploma magistrale

Come già indicato dalla Tecnica della Scuola, si conferma la volontà del Miur di assumere a tempo indeterminato i maestri con diploma magistrale collocati con la modalità della riserva nelle GaE per effetto di provvedimenti cautelari dei giudici amministrativi.

Ma la novità è che “al contratto di assunzione di questi docenti – ha sottolineato Italia Oggi – verrà apposta una clausola risolutiva espressa, nella quale verrà indicato che, in caso di sentenza negativa (praticamente certa n.d.r.), saranno licenziati. Resta il fatto, però, che qualora il parlamento dovesse approvare il decreto dignità in tempo utile (come peraltro sembrerebbe ormai scontato) i contratti saranno innovati mediante la trasformazione del rapporto a tempo indeterminato o della supplenza annuale fino al 31 agosto in contratti di supplenza temporanea fino al termine delle attività didattiche (30 giugno)”.

Rimane in piedi il problema dei tanti maestri con supplenza fino al 30 giugno: per loro, infatti, al momento non sono previste ciambelle di salvataggio