Home Attualità Sostegno, le famiglie non potranno confermare i supplenti: rinviata la norma

Sostegno, le famiglie non potranno confermare i supplenti: rinviata la norma

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  • GUERINI

Anche stavolta la burocrazia batte tutti: la possibilità per le famiglie di confermare i docenti di sostegno, prevista dal decreto alla legge 107, quest’anno è saltata.

Infatti, il parere del CSPI, che ha ricevuto il testo solamente ad agosto, ha chiesto un riesame del decreto, come abbiamo scritto in precedenza, in quanto il testo del decreto della riforma sul sostegno ha sollevato solleva parecchi dubbi ai membri del Consiglio superiore della pubblica istruzione.

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Il dubbio più consistente per il CSPI è il seguente: serve, si legge anche su Il Fatto Quotidiano, una conciliazione tra le esigenze del ministero che vorrebbe garantire la continuità didattica ai supplenti richiesti dalle famiglie e i diritti individuali dei lavoratori. Ovvero: un docente titolare che avrebbe diritto a quel posto per lo scorrimento delle graduatorie potrebbe fare ricorsi di fronte a questa norma.

Ad ogni modo, il CSPI si riunirà il prossimo mese per riprendere il discorso e valutare se e soprattutto come apportare modifiche ad un testo che, se da un lato prova a venire incontro alle esigenze delle famiglie di studenti disabili, dall’altra andrebbe a penalizzare dei docenti che hanno studiato e magari maturato esperienza, titolati per il ruolo.

Ma i tempi si allungheranno comunque, dato che, una volta concluso il parere del CSPI, il testo arriverà al Consiglio di Stato.

Già all’epoca dell’approvazione del decreto, i sindacati avevano storto il naso, come l’Anief, che ritornando sull’argomento fa notare quanto sia sbagliata la scelta, si legge ancora su Il Fatto Quotidiano, che “la conferma di un lavoratore pubblico dovesse passare per il gradimento di un’utenza priva – secondo loro – delle conoscenze e competenze per valutare le tante variabili che entrano in gioco nella didattica speciale”.

Certamente, anche questo rinvio di una norma che potrebbe dare sicuramente continuità didattica, dall’altro potrebbe contribuire al mantenimento dei posti sul sostegno a supplenti spesso neanche specializzazione. Praticamente quello che accade anche quest’anno, con tantissimi supplenti chiamati a gestire e istruire alunni disabili pur non avendo il titolo di specializzazione, mentre gli specializzati restano in panchina.

 

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