Spesso si è parlato di modifiche al calendario scolastico: per molti i tre mesi di stop alle attività didattiche sono troppi e dannosi, visto che possono portare al Summer Learning Loss. Molti suggeriscono di spezzettare le vacanze e distribuirle durante l’anno, in modo da ridurre la pausa estiva.
A pensare che i lunghi tre mesi di vacanze estive siano in qualche modo anacronistici è il giornalista Davide Giacalone, che a Rtl1025 ha detto: “Cambiano i tempi delle vacanze (tranne quelli della scuola, rimasta agropastorale, che chiude per tre mesi), non cambiano tanti stabilimenti balneari, aumentano i prezzi. Niente competizione, niente innovazione, meno partecipazione. Capolavoro depressivo e deprimente d’avere protetto la rendita e spiaggiato la crescita”.
Secondo il Rapporto Eurydice, nella maggior parte dei sistemi educativi europei, gli studenti hanno a disposizione, durante il periodo estivo, tra le 8 e le 12 settimane di vacanza. Tuttavia, la durata delle vacanze estive varia in modo significativo da un paese all’altro: si va dalle non più di 8 settimane nella Comunità francese del Belgio, in Danimarca, in alcuni Länder tedeschi, Francia, Paesi Bassi, alcuni cantoni svizzeri, Liechtenstein e Norvegia, fino a periodi di vacanza superiori alle 12 settimane in Irlanda, Grecia, Lettonia, Malta, Portogallo, Albania, Islanda e nella maggior parte delle regioni italiane.
Il calendario scolastico, l’anno scorso, è diventato un argomento particolarmente dibattuto. Durante l’estate in tanti hanno sostenuto la proposta di posticipo di avvio delle lezioni, come il Coordinamento Nazionale Diritti Umani, il quale partendo dal dato oggettivo che “moltissime scuole non dispongono dei climatizzatori nelle aule scolastiche” ha chiesto “di modificare i calendari regionali posticipando l’apertura delle attività scolastiche all’inizio di ottobre/fine di settembre”.
La richiesta, sostenuta anche dall’Anief, è stata pure oggetto di un sondaggio della Tecnica della Scuola, dal quale è emerso il consenso di quasi tutti i partecipanti (circa il 90%), anche se sulle modalità di attuazione, una parte si è mostrata scettica.
C’è una richiesta che hanno avanzato tempo fa delle mamme influencer: si tratta del duo Mammadim***a, composto da due donne che raccontano in modo originale e anticonformista la genitorialità e il ruolo della donna all’interno della famiglia. Come riporta Il Fatto Quotidiano, le due hanno lanciato una petizione online, denominata così: “RISTUDIAMO IL CALENDARIO! Un nuovo tempo scuola NON è più RIMANDABILE”.
“Il calendario scolastico era stato studiato per consentire ai bambini di aiutare i genitori nei campi, va rimodulato. Siamo ancora fermi all’Ottocento e alla riforma agricola. Siamo il paese europeo con più giorni di frequenza scolastica ma siamo il Paese che chiude per più settimane consecutive la scuola“.
“Questo comporta una perdita di competenze enorme per i bambini, si parla di summer learning loss. A settembre assistiamo ad una ripresa lenta e a singhiozzo, si riprende a pieno ritmo circa due settimane dopo la riapertura. Chiediamo che le scuole restino aperte a giugno, a luglio con un’offerta formativa del terzo settore. Questo si porta dietro un ripensamento della didattica, che non può essere più statica, e dei luoghi dove fare scuola, una revisione dell’edilizia scolastica”.
“Questa chiusura prolungata accentua le differenze sociali: i figli delle classi agiate fanno viaggi di formazione, gli altri saranno parcheggiati a casa davanti la televisione o in strada. Il nostro è uno dei sistemi più stressanti del mondo, gli eccessivi carichi di lavoro concentrati nello stesso periodo di tempo, infatti, comportano effetti negativi non solo sul rendimento scolastico, ma anche sul benessere psicofisico”, così scrive il duo sulla pagina della petizione. Questa è arrivata a 35mila firme, 15mila pervenute soltanto negli ultimi due giorni.