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Stenta l’alternanza scuola-lavoro, Giuliani: stage a settembre, ma rimane il problema Sud e licei

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Risulta difficoltoso svolgere gli stage aziendali della scuola superiore al termine dell’anno scolastico: perché, allora, non attuarli ad inizio settembre?

A proporlo è stato il nostro direttore, Alessandro Giuliani, nel corso della rubrica settimanale “L’angolo del direttore”, andata in onda il 20 febbraio su Radio Cusano Campus, interpellato sulla recente apertura da parte del ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli sulle attività di alternanza scuola-lavoro da svolgere nel periodo estivo.

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“Con la Buona Scuola – ha detto io direttore – il panorama delle attività di stage non solo si è intensificato come impegno orario annuale, ma anche allargato ai licei: il risultato è che le aziende, a quanto ci risulta, spesso non ce la fanno ad esaudire le sempre maggiori richieste di accoglimento degli studenti nello stesso periodo. Ecco che, quindi, si potrebbe pensare ad una tempistica diversa”.

“Il problema degli stage da svolgere d’estate è che la maggior parte dei docenti della scuola superiore in quel periodo sono impegnati negli Esami di maturità. Successivamente, quando questi si concludono, attorno a metà luglio, i docenti hanno diritto a fruire delle ferie. Senza dimenticare che in quel periodo le stesse aziende chiudono le attività o si accingono a chiudere per lo stesso motivo”.

 

 

“Ecco che allora – ha continuato Giuliani – la nostra proposta è quella di spostare le attività di formazione-lavoro nelle prime due settimane di settembre. Anche perchè le lezioni iniziano, nella maggior parte delle regioni, non prima del 15. Il problema rimarrebbe in piedi, certamente, per quei territori dove si torna in classe già i primi giorni di settembre: in queste regioni, comunque, sono previsti periodi ulteriori di sospensione delle lezioni anche durante l’anno e per le esperienze nei siti lavorativi si potrebbero utilizzare quelli”.

Sempre sull’alternanza scuola-lavoro, il direttore della Tecnica della Scuola ha ricordato che a pesare negativamente sul suo andamento è anche la non sempre alta propensione dei responsabili aziendali ad accogliere gli studenti del triennio finale delle superiori: “soprattutto al Sud e per i licei, ci sono difficoltà oggettive. Nel primo caso, perché scarseggiano il numero di strutture aziendali e quelle che ci sono sono spesso alle prese con problematiche che non di rado ne mettono in dubbio anche la sopravvivenza”.

“In queste situazioni, purtroppo tutt’altro che rare, le attenzioni degli imprenditori non possono essere concentrate sulla formazione giovanile. Nel secondo caso, i liceali – che sono tantissimi – pagano il fatto di non avere delle competenze di base ed una professionalità minima da poter mettere a disposizione nella settimana di esprienza diretta presso l’azienda ospitante”.

Durante la puntata, Giuliani ha parlato a Radio Cusano Campus anche dell’abitudine sempre più in voga, da parte degli insegnanti, di comunicare con i propri studenti via Whatsapp, per e-mail o condividendo l’amicizia su Facebook: “tutto è nato dalla circolare inviata in questi giorni ai docenti dal nostro collaboratore Gianni Zen, che dirige il liceo Brocchi di Bassano del Grappa, nella quale si auspica un atteggiamento misurato e cauto. Sono tanti i docenti che ci hanno scritto o commentato l’iniziativa tramite i Social, nella maggior parte dei casi per dire di sentirsi d’accordo con la posizione di Zen: ribadendo che i ruoli vanno sempre salvaguardati”.

 

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  • Individuazione e analisi delle “competenze” nei percorsi di Alternanza Scuola-Lavoro
  • Progettazione di un curricolo per competenze: collaborazione tra scuola e azienda
  • L’alternanza scuola lavoro in Impresa Formativa Simulata

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“Whatsapp, come Facebook rimangono dei meri strumenti per facilitare la comunicazione. Ben venga, quindi, il loro utilizzo. Magari a supporto proprio delle attività di alternanza scuola-lavoro, oppure per inviare delle dispense. O, ancora, per rimanere in contatto durante l’estate o di sospensione delle attività didattiche, durante i quali può essere utile dare un piccolo supporto o dei consigli. Ma – ha concluso il nostro direttore – se questi strumenti si trasformano come dei mezzi per instaurare un rapporto confidenziale tra docente e discente, allora forse è meglio evitare il loro utilizzo”.

Infine, si è parlato delle dimissioni dell’ex premier Matteo Renzi da segretario del Pd e del fatto che per la Scuola non cambierà molto: “Renzi dovrebbe presto riprendere la sua carica a capo del Partito Democratico, probabilmente anche più rafforzata. Nel frattempo, le leggi delega torneranno al Governo, che potrà approvarle a prescindere dalle indicazioni che a breve perverranno dal Parlamento e dagli altri organi preposti. I quali, lo ricordiamo, non hanno parere vincolante sui decreti legislativi”.

“La Uil Scuola parla di modifiche solo per le leggi delega più importanti? È probabile che si tratti più di un auspicio, di una speranza. A noi risulta, infatti, il contrario: secondo fonti attendibili, ci saranno sicuramente degli emendamenti che andranno in porto, ad iniziare dalla delega sul sostegno, come ha ammesso lo stesso ministro Fedeli. Tuttavia, l’impianto della riforma e della prima versione del testo approvato dallo stesso Governo a metà gennaio, non dovrebbe subire alcuno stravolgimento”, ha concluso Giuliani.

 

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