Home Precari Stipendi arretrati ai supplenti temporanei, la FLC Cgil scrive al Ministro

Stipendi arretrati ai supplenti temporanei, la FLC Cgil scrive al Ministro

CONDIVIDI

Riceviamo spesso in redazione lettere di supplenti temporanei che non ricevono puntualmente le competenze stipendiali ad essi spettanti.

E’ un grave problema, che si trascina ormai da tempo, e che, nonostante le rassicurazioni del Ministero circa la copertura finanziaria, sembra non avere soluzione.

Icotea

Secondo quanto denuncia la FLC Cgil, molti precari non riceverebbero lo stipendio addirittura da ottobre 2021.

Per questa ragione, lo stesso Sindacato ha inviato una lettera a firma del Segretario Generale, Francesco Sinopoli, per chiedere un intervento immediato del Ministro Bianchi per porre fine a questa grave situazione di insolvenza da parte dello Stato nei confronti dei lavoratori precari della scuola, che si ripete oramai con ciclicità annuale.

La scrivente organizzazione sindacale – si legge nella lettera -, in considerazione del perdurare delle gravi criticità dovute all’inammissibile ritardo nel pagamento dei contratti di supplenza breve e saltuaria, relativi all’a.s. 2021/2022, chiede un intervento urgente al fine di ottenere la liquidazione dei ratei stipendiali tuttora insoluti. In effetti, anche quando codesta amministrazione trasferisce sui POS le spettanze, i pagamenti accumulano, ciò nonostante, ritardo su ritardo. Tale fatto è da ascrivere ad una mancata stringente interlocuzione con NoiPA: situazione che andrebbe risolta definitivamente nell’interesse dei lavoratori, ma anche della medesima amministrazione per una sua piena e soddisfacente funzionalità”.

Al momento – continua la lettera – , la situazione di insolvenza nel pagamento delle supplenze continua a perdurare su un importante numero di contratti e questo sta producendo, come per tutto lo scorso anno scolastico, una grave situazione di disagio da parte dei supplenti che devono anticipare le spese per mesi e che devono spostarsi anche di molti chilometri dalla loro residenza per raggiungere la sede di servizio“.