Home Politica scolastica Stipendi fermi e pensioni sempre più lontane, le soluzioni possono attendere

Stipendi fermi e pensioni sempre più lontane, le soluzioni possono attendere

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Passano i giorni, le settimane, i mesi, ma su contratti e pensioni le cose non cambiano.

Sul primo siamo fermi all’atto di indirizzo, sul secondo all’intenzione del Governo di arrivare a 67 anni.

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Le due questioni sono diventate centrali. Anche per i sindacati, che da tempo hanno detto di voler chiudere la partita. Ma ora si rendono conto che il percorso è lungo. Oltre che accidentato.

Perché sul rinnovo contrattuale, si continua a rimanere fermi agli 85 euro, tra l’altro in buona parte ancora da stanziare, e se va bene i soldi arriveranno nei primi mesi del 2018; mentre sulle pensioni il Parlamento rischia di rimanere sotto scacco delle continue “stilettate” dell’Inps e del suo presidente, Tito Boeri, che continuano a ricordare come l’aspettativa di vita in aumento conduca inevitabilmente verso il progressivo innalzamento dell’età pensionabile, con giovani e donne destinate ad un assegno mini.

 

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Dei due temi ha parlato, sabato 29 luglio, Carmelo Barbagallo, segretario generale della Uil che ha chiuso a Seravezza (Lucca) la manifestazione Quaderni del lavoro, la prima festa della Uil Toscana, nel corso di un dibattito con la segretaria generale della Uil Toscana Annalisa Nocentini

“Dobbiamo portare a casa – ha detto Barbagallo – il contratto dei pubblici dipendenti e la seconda fase dell’accordo sulla previdenza. Abbiamo incontri fissati per fine agosto, la Uil ha fretta di chiudere queste due partite, basta perdere tempo”.

Il segretario generale Uil ha anche affrontato il tema delle pensioni: “Dobbiamo pensare a meccanismi per riempire i buchi di contribuzione creati dai contratti precari – è stato sottolineato dal palco – Abbiamo il dovere di dare un futuro ai nostri giovani, anche e soprattutto alle donne, le più penalizzate in questi anni”.

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