Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha risposto ad alcune domande ai microfoni di Skuola.net, intervistato da Daniele Grassucci, in merito all’attualità scolastica e alle riforme della scuola.
Intanto, la maturità; ci saranno cambiamenti nel 2027? Ecco la risposta di Valditara: “No, non cambierà nulla. La riforma dello scorso anno è stata una riforma strutturale.
Poi, l’intelligenza artificiale: “Abbiamo voluto affrontare questo tema decisivo educando i giovani alla consapevolezza. Nelle nuove linee guida sull’educazione civica abbiamo inserito una formazione per conoscere potenzialità e rischi dell’intelligenza artificiale, abbiamo stanziato risorse importanti per formare i docenti e l’abbiamo introdotta nei nuovi programmi. Nelle scuole superiori e nei licei l’IA sarà a supporto delle materie STEM, ma fin dalle elementari avvicineremo i bambini alla comprensione del linguaggio dell’IA e degli algoritmi. Inoltre, per quanto riguarda la personalizzazione della didattica, dal prossimo anno estenderemo le sperimentazioni sull’uso di assistenti virtuali per consentire agli studenti di migliorare le proprie prestazioni”.
Valditara ha anche risposto alle critiche in merito alla legge sul consenso informato a scuola: “È una fake news quella secondo cui non si farà più educazione sessuale a scuola. Nella legge abbiamo fatto un esplicito richiamo ai programmi scolastici, alle indicazioni nazionali e alle linee guida sull’educazione civica. Nei programmi è prevista l’educazione sessuale in senso biologico e, per la prima volta, la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili. È falsa anche la notizia secondo cui non si potrà educare alle relazioni o al contrasto della violenza di genere: abbiamo inserito come obiettivi di apprendimento obbligatori l’educazione al rispetto, alle relazioni corrette, all’empatia e al contrasto della violenza di genere. Ciò che non vogliamo insegnare nelle scuole elementari o negli asili sono le cosiddette teorie di genere o gender, che rischiano di creare confusione sull’identità di genere in bambini di 6-7 anni. Per le medie e le superiori, spetterà ai genitori dare il consenso informato per queste tematiche, e gli incontri non potranno più essere tenuti da associazioni che indottrinano, ma soltanto da esperti come psicologi, psichiatri e scienziati.
“Tutto ciò che riguarda la sessualità biologica, lo sviluppo puberale e l’educazione affettiva intesa come rispetto, relazioni sane e rifiuto della gelosia come possesso fa già parte degli obiettivi di apprendimento obbligatori. Su questo abbiamo stanziato risorse per formare gli insegnanti tramite l’INDIRE. Per tutto il resto, comprese le tematiche sul gender, serve il consenso informato dei genitori: con il consenso informato le attività si potranno svolgere.
Poi si è parlato del servizio di assistenza psicologica: “Si tratta di un’importante iniziativa di supporto psicologico destinata ai ragazzi di terza media e dei primi due anni delle superiori, ad adesione volontaria su scelta dei genitori. È una risposta concreta alle ansie e alle preoccupazioni di studenti e famiglie”.
Grassucci ha poi chiesto: “I ragazzi continuano a segnalare il mancato rispetto della circolare contro i troppi compiti e le troppe verifiche concentrate nello stesso giorno o assegnate la sera per il giorno dopo sul registro elettronico. Cosa si può fare?”
Ecco la risposta del ministro: “Ho mandato una circolare e le circolari vanno rispettate. Ribadisco che i compiti non possono essere assegnati alle 8:00 di sera per il giorno dopo e devono essere scritti sul diario cartaceo. Inoltre, non si devono concentrare più verifiche nello stesso giorno, poiché ciò impedisce di affrontare lo studio con la dovuta serenità. Chiedo la collaborazione nel dialogo tra famiglie e scuola in questa direzione”.
Poi, sulle Nuove Indicazioni Nazionali: “Si tratta di una rivoluzione culturale. Ridiamo centralità allo studio dell’italiano, della grammatica e della sintassi. Innoviamo l’insegnamento della matematica per avvicinare i giovani alle materie STEM partendo dalla realtà concreta. Rilanciamo la geografia fisica e politica, separandola dalla storia a partire dal prossimo anno, e valorizziamo la storia dell’Occidente per rafforzare la consapevolezza della nostra identità. Infine, rivalutiamo le poesie a memoria, la calligrafia in corsivo e i riassunti, restituendo valore a carta, libro e penna nell’era dell’intelligenza artificiale”.
Valditara ha anche parlato del tetto di stranieri in classe: “Dobbiamo distinguere tra inclusione ed integrazione. L’integrazione richiede l’accoglienza dello straniero rendendolo partecipe dei valori fondamentali della nostra Costituzione, a partire dall’uguaglianza. Il primo strumento di integrazione è la conoscenza della lingua italiana. Per questo abbiamo stanziato risorse e assunto 1.000 docenti specializzati nell’insegnamento dell’italiano per gli studenti di primo arrivo. Per quanto riguarda la soglia del 30% per classe, trasformeremo la circolare in una norma di legge per garantire un’equa distribuzione tra le classi e le scuole del territorio, evitando la formazione di ‘scuole ghetto’ che favoriscono l’insuccesso scolastico. Stiamo lavorando a una legge applicata con buon senso, distribuendo gli studenti nelle altre classi o nelle scuole vicine senza imporre spostamenti eccessivi.
Grassucci ha infine chiesto: “Avevi ipotizzato di cambiare nome agli istituti tecnici e professionali per chiamarli tutti ‘licei’. È una proposta ancora valida?”
“Presenterò una proposta in tal senso in un prossimo decreto legge. La scuola costituzionale deve dare pari dignità a tutti i percorsi formativi. Con la riforma del 4+2 vogliamo che non ci sia più distinzione di serie tra licei e istituti tecnici o professionali: tutti avranno pari dignità e valore formativo”, ha concluso Valditara.