Rossano Sasso, deputato di Futuro Nazionale, è intervenuto alla Camera per segnalare il caso della dirigente scolastica che, a causa di un tumore diagnosticato, deve affrontare le cure vicino casa mentre le è stata assegnata una sede a mille chilometri di distanza.
“In Italia nel 2026 se sei una docente, superi un concorso da dirigente scolastico e però nel frattempo hai la sfortuna di ammalarti di tumore, devi scegliere se continuare a fare la chemioterapia vicino casa o se invece trasferirti, perché ti è stata assegnata una sede a mille chilometri da casa. Questo è il caso di una neo dirigente scolastica e riguarda il confine tra il diritto alla salute e alle cure e l’organizzazione burocratica di un’Amministrazione Pubblica. La professoressa aveva chiesto una deroga per motivi gravi di salute ma ha ricevuto un algido diniego”.
“La motivazione burocratica data dall’amministrazione è quella che nella regione di provenienza (la Puglia) e nelle regioni limitrofe non ci sarebbero posti disponibili, quando invece sappiamo che i posti ci sono, ma destinati alle cosiddette reggenze: sedi occupate da altri dirigenti titolari di altre sedi. Questi sono gli effetti nefasti del dimensionamento scolastico”.
“Ho chiesto una informativa urgente al ministro dell’istruzione Valditara, perchè non può consentire che una lavoratrice costretta alla chemioterapia debba trasferirsi a mille chilometri da casa per non perdere il lavoro. Non è così che si tutelano i lavoratori del comparto scuola. Chiederò anche che si faccia luce sul fenomeno opaco delle reggenze, che danneggia sia la comunità scolastica sia lavoratori che, legittimamente, dovrebbero essere assunti in quei ruoli poichè vincitori di concorso. La normativa sui dimensionamenti va modificata, i lavoratori vanno rispettati”.
“L’ordinamento consente una tutela del lavoratore che abbia gravi malattie. Preso servizio, la preside in questione potrà, infatti, avvalersi degli strumenti previsti dalla normativa e dal contratto per mettersi in malattia fino al termine della chemioterapia, proseguendo così le cure e usufruendo del periodo di malattia necessario alle terapie. La stessa normativa prevede, inoltre, la possibilità di far valere eventuali titoli di priorità dopo l’assegnazione della regione”. A ricordarlo è la deputata della Lega Giovanna Miele, commentando in tal modo la denuncia dell’on. Rossano Sasso, passato dalla Lega al nuovo partito Futuro Nazionale, a proposito della neo vincitrice di concorso come dirigente scolastico che ha avuto come sede di servizio, nell’anno di prova, una scuola a 1.000 chilometri da casa, pur avendo dichiarato di essere sottoposta a chemioterapia.
La ds, quindi, una volta espletata la presa di servizio, potrà inviare una certificazione, legata alla grave patologia che l’ha colpita e alla necessità di sottoporsi a cure chemioterapiche: per l’intero periodo di cure necessarie, alla donna si garantirà comunque il trattamento economico al 100 per cento e la conservazione del posto di lavoro.
E l’intera malattia, derivante dalle cure chemioterapiche, non andrà ad incidere nel cosiddetto periodo di comporto, ovvero il tempo massimo in cui un lavoratore dipendente malato o infortunato ha il diritto di conservare il proprio posto di lavoro.
Il problema è che qualora non dovesse raggiungere i sei mesi minimi di servizio nell’anno scolastico, dovrà ripetere l’anno di prova. Tentando, comunque, nel 2027 di avvicinare la sede di servizio al proprio domicilio, anche avvalendosi delle precedenze riservate ai portatori di disabilità o di grave patologia.
Secondo l’on. Miele, questa vicenda “merita attenzione e rispetto. Ma proprio perché si tratta di una situazione così delicata è doveroso fare chiarezza ed evitare strumentalizzazioni demagogiche e false”.
La deputata leghista ha quindi detto che “la procedura riservata alla quale ha partecipato” la neo ds pugliese “prevede una graduatoria nazionale e la scelta delle sedi sulle disponibilità presenti in tutto il Paese. In Puglia, dopo la mobilità interregionale, non sono rimasti posti vacanti e disponibili per le nomine in ruolo. Come dovrebbe sapere chi si intende di scuola, i posti in reggenza non sono posti di ruolo e quindi non sono disponibili per una assegnazione in ruolo”.