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Aggiornato il 17.09.2025
alle 18:42

Stop cellulari a scuola, Valditara non torna indietro: sono convinto, fanno male a salute e apprendimenti. Anche il 20% degli studenti d’accordo col Ministro

“Una scelta presa non certo per motivi demagogici, ma per difendere la salute dei nostri ragazzi e anche qualità degli apprendimenti. Andiamo avanti decisi, quando io sono convinto di una scelta di certo non torno indietro”. A dirlo è stato il ministro dell’Istruzione e del merito, Giuseppe Valditara, confermando in tal modo lo stop allo smartphone in orario scolastico, introdotto con la nota ministeriale n. 5274 dell’11 luglio 2024 e con la Circolare n. 3392 del 16 giugno scorso, che ha esteso il divieto anche alle scuole superiori.

Intervenuto a margine dell’incontro “Connecting to the future“, svoltosi ad Ancona nella sede di Confindustria, il Ministro ha replicato con queste parole a chi gli ha fatto notare che vi sono dei ragazzi contrari al divieto d’uso dei cellulari in classe.

“L’80% degli italiani – ha ricordato Valditara riferendosi ad alcuni sondaggi nazionali – è favorevole al divieto misura, così come la maggioranza degli studenti. La scelta viene anche raccomandata dai maggiori esperti internazionali di psicologia, neurologia e pedagogia ed è una scelta che stanno adottando i principali Stati occidentali e non solo”.

A chi gli ha fatto notare che è stata anche avviata una petizione per abolire il provvedimento sull’obbligo di non utilizzo del telefono cellulare in orario scolastico, il responsabile del dicastero bianco ha detto che “ci sono stati anche coloro che 200 anni fa combattevano contro le macchine e le distruggevano, forse anche all’epoca avrebbero fatto una petizione per tornare al telaio a mano e distruggere quello meccanico”.

Intanto, continuano ad arrivare esiti di sondaggi che promuovono l’iniziativa del Ministro: l’ultimo, in ordine cronologico – realizzato Skuola.net su un campione di 1.000 tra alunni, docenti e famiglie degli allievi – dice che solo 1 studente su 5 (probabilmenteintimoriti dai rischi legati all’uso eccessivo dei dispositivi) si dichiara contrario a qualsiasi tipo di limitazione all’uso dei telefonini a scuola: ben il 22% dei ragazzi delle scuole medie appoggia il divieto assoluto. Ancora più alto il consenso tra i genitori (56%) e tra gli insegnanti (41%).

Se però si guarda agli studenti più grandi, iscritti alle superiori, il consenso che arriva dal sondaggio per ‘no tassativo’ al cellulare scende al 9%.

Sommando gli alunni di medi e superiori, invece il 27% del campione predilige l’utilizzo degli smartphone esclusivamente per attività didattiche guidate dall’insegnante. E la possibilità piace anche ad almeno un docente su tre (35%). Meno favorevoli, all’uso didattico dello smartphone, si dicono invece i genitori (solo il 21% promuove questa modalità d’uso regolamentata).

Circa un quarto del campione (il 23%), invece, si dice contrario a qualsiasi forma di limitazione.

Un numero non indifferente degli studenti delle superiori (il 28%) gradirebbe invece il divieto d’utilizzo dei cellulari in classe solo fino alle scuole medie.

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