Uno studente di 13 anni, esonerato dall’educazione fisica perché reduce da una frattura al braccio, si è fatto nuovamente male durante una lezione di ginnastica. Per quell’incidente il Tribunale civile di Bologna ha riconosciuto la responsabilità al 50% della scuola, condannata a risarcire la famiglia del ragazzo.
Il fatto è avvenuto nel novembre del 2020, quando la classe stava svolgendo attività ai Giardini Margherita. Il giovane, appena tolto il gesso per un precedente infortunio domestico, non avrebbe dovuto partecipare alla lezione. L’insegnante gli ha proibito di giocare, ma lo ha lasciato insieme ai compagni, senza affidarlo a un collaboratore scolastico né proporgli un’attività alternativa.
Come riporta il Corriere, secondo la ricostruzione contenuta negli atti processuali, approfittando di un attimo di distrazione, lo studente ha deciso di unirsi agli altri. È caduto e si è rotto di nuovo il braccio destro, riportando una frattura biossea dell’avambraccio con 35 giorni di prognosi.
La famiglia ha avviato un contenzioso, chiedendo circa 15mila euro di risarcimento. Nei giorni scorsi è arrivata la sentenza di primo grado: per i giudici bolognesi non è bastato il semplice divieto imposto dall’insegnante. L’istituto avrebbe dovuto mettere in campo misure concrete per evitare l’incidente, come l’affidamento a un collaboratore o un’attività educativa alternativa.
“Il fatto di averlo lasciato a guardare i compagni – si legge nella decisione – ha accresciuto la voglia di giocare, con conseguenze prevedibili vista l’età e l’irrequietezza del ragazzo”.
L’ammontare esatto del risarcimento verrà stabilito con un’ordinanza successiva. Intanto il caso riaccende l’attenzione sul tema della sicurezza a scuola e sulla gestione degli alunni esonerati dalle attività motorie.