Registrati

Prima Ora | notizie del 26 agosto

Studente malato di cuore lasciato solo in DAD rinuncia agli esami di riparazione e ripete l’anno: lo sfogo della madre

Uno studente di terza superiore di un istituto professionale di Bologna, affetto da una grave patologia cardiaca, ha scelto di rinunciare agli esami di riparazione previsti a settembre per ripetere l’intero anno scolastico. A raccontare la vicenda è la madre del ragazzo, che in una lettera a Repubblica denuncia quella che definisce una gestione fatta di burocrazia, indifferenza e disorganizzazione da parte delle istituzioni scolastiche.

La diagnosi e la richiesta di istruzione domiciliare

Secondo il racconto della donna, la diagnosi di perimiocardite acuta sarebbe arrivata nello scorso anno scolastico, dando avvio a un percorso complicato. Fin dal 1° settembre 2025 la madre si sarebbe mossa per attivare l’istruzione domiciliare, trovando però quella che descrive come una risposta inadeguata da parte delle istituzioni. A dicembre, sempre secondo la sua testimonianza, la documentazione necessaria non sarebbe stata ancora inoltrata dalla scuola, con il coordinatore di classe che avrebbe giustificato i ritardi con l’indisponibilità dei docenti interni a partecipare al progetto.

La didattica a distanza e il rientro in classe

Di fronte a questa situazione, l’unica soluzione percorribile sarebbe stata il ricorso alla didattica a distanza. Un’esperienza che, nel racconto della madre, non avrebbe dato i risultati sperati: il ragazzo sarebbe stato lasciato “davanti a uno schermo, invisibile”, con episodi in cui alcuni docenti si sarebbero allontanati dal computer o avrebbero rifiutato di utilizzare un microfono bluetooth per consentirgli di seguire le lezioni. Dopo le vacanze di Pasqua sarebbe iniziato un rientro graduale in classe, reso però difficoltoso, secondo la testimonianza, dalla stanchezza fisica e mentale accumulata dal ragazzo durante i mesi precedenti.

La decisione di ripetere l’anno

Alla fine dell’anno scolastico, per lo studente sarebbe arrivata la sospensione del giudizio con il rinvio a settembre per tre materie. Di fronte a questa prospettiva, il ragazzo avrebbe però deciso di non sostenere gli esami di riparazione, scegliendo di ripetere l’anno.

L’appello al ministero e al provveditorato

Nella lettera, la madre chiede ora risposte dirette al Ministero dell’Istruzione e del Merito e al provveditorato di Bologna, sottolineando come la scuola dovrebbe rappresentare il primo presidio di inclusione. “Com’è possibile che nel 2026 un ragazzo con questa diagnosi venga abbandonato a se stesso?”, afferma la donna, chiedendo alle autorità competenti di fare piena luce sulla vicenda, “affinché nessun altro studente debba mai più subire l’umiliazione di vedere il proprio diritto alla salute e allo studio trasformato in un invisibile schermo nero”.

Non sei ancora un utente TS+?

Registrati gratuitamente in pochi passi per ricevere notifiche personalizzate e newsletter dedicate