Nel dibattito sul possibile ritorno della didattica a distanza, è intevenuto con un reel su Facebook anche il docente Prof. Maggi, noto professore di lettere, scrittore e personaggio televisivo italiano, celebre per il ruolo di docente di italiano, latino ed educazione civica nel docu-reality di Rai 2, Il Collegio.
Il prof esprime una posizione netta: la chiusura delle scuole e il ritorno alla Dad “non sono nemmeno immaginabili”.
Secondo il professore, l’ipotesi di concludere l’anno scolastico a distanza non reggerebbe innanzitutto per una ragione politica. “Questo governo in carica, quando era all’opposizione durante il lockdown del covid ha sempre fatto la guerra alla chiusura di qualsiasi cosa”, osserva.
Il riferimento è alle polemiche emerse durante la pandemia di COVID-19, quando alcune forze politiche parlavano apertamente di “dittatura sanitaria”. Da qui la sua conclusione: “proprio loro non potrebbero dunque imporre una ‘dittatura energetica’”.
Ma è soprattutto sul piano sociale che il docente insiste. Un ritorno prolungato alla didattica a distanza — “un mese, un mese e mezzo, due mesi di dad” — rischierebbe di mettere in crisi l’organizzazione familiare.
“I minori non possono stare a casa da soli”, sottolinea, evidenziando come almeno uno dei genitori sarebbe costretto a lasciare il lavoro per restare con i figli.
Le conseguenze, secondo Maggi, colpirebbero in particolare le donne: “Madri che si licenziano, perché poi si licenziano sempre le madri, significa meno soldi a casa”.
Un quadro che si inserisce in un contesto già difficile, segnato dall’aumento dei prezzi: “In questo momento in cui al supermercato non spendi meno di centocinquanta euro per non comprare niente, sarebbe un disastro”.
Non mancano poi gli effetti indiretti. L’eventuale ricorso alle ferie anticipate da parte dei genitori comporterebbe “un’estate senza vacanze”, con possibili ripercussioni anche sul settore turistico, già sensibile alle oscillazioni dei consumi.
La conclusione del professore è perentoria: “No, non credo che l’ipotesi della dad sia nemmeno immaginabile. Sarebbe semplicemente un disastro”.
Un giudizio netto che riporta al centro del dibattito non solo la scuola, ma anche la coerenza politica e la tenuta sociale delle famiglie italiane.