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Studente suicida per bullismo, chiusa l’ispezione ministeriale a scuola: presto possibili sanzioni a docenti e personale

Redazione

Ci sono importanti novità sul caso dello studente di quattordici anni che, a inizio settembre, poco prima di iniziare il primo giorno dell’anno scolastico, si è tolto la vita, a quanto pare a causa delle continue vessazioni che subiva da parte di bulli.

Il caso dello studente, di Latina, ha scosso le coscienze, ha fatto parlare per settimane l’opinione pubblica in merito al bullismo. I genitori e il fratello hanno denunciato vari episodi che avrebbero avuto luogo a scuola. Nel frattempo è partita un’ispezione ministeriale, affiancata da un’indagine per istigazione al suicidio. La dirigente scolastica dell’istituto che frequentava, nel frattempo, ha negato ogni accusa.

Ora, quaranta giorni dopo la morte del ragazzo gli ispettori inviati da viale Trastevere hanno appena chiuso le verifiche nella scuola frequentata dal quattordicenne e a breve dovrebbe partire la fase delle contestazioni disciplinari al personale scolastico interessato. Lo riporta Ansa.

Quali saranno queste contestazioni ancora non è chiaro, ma che ci saranno è confermato da più fonti: dunque qualcosa nella scuola non ha funzionato. I genitori, quindi, avevano ragione. Il comportamento omissivo e la sottovalutazione della gravità dei fatti da parte di alcuni adulti avrebbero contribuito a creare un ambiente insostenibile. Da qui la decisione di procedere con l’apertura di un procedimento disciplinare e le relative sanzioni nei confronti di insegnanti ma anche del personale non docente dell’istituto. Lo riporta La Repubblica.

Il focus della Tecnica della Scuola

Molto spesso i casi di bullismo si verificano a scuola, luogo in cui gli studenti passano gran parte delle loro giornate. Spesso si chiamano in causa, come negli ultimi giorni, docenti e dirigenti scolastici, accusati di non aver vigilato, di non essersi accorti di situazioni di disagio.

Per questo, La Tecnica della Scuola ha voluto fare chiarezza con un focus, per capire quali obblighi ha il personale della scuola, cosa si rischia in caso di mancata segnalazione.

Bullismo a scuola, altro che ragazzate: docenti e ds hanno obblighi precisi. Ecco quali e cosa dice la nuova legge

Bullismo, c’è una nuova legge: cosa prevede?

Abbiamo cercato di capire cosa prevede la nuova legge contro il bullismo voluta dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, la n. 70 del 2024: cosa è cambiato? Cosa deve fare ogni scuola? Cosa dicono le linee guida in merito, che non vengono aggiornate dal 2021? Concretamente, cosa deve fare un docente che si trova davanti ad un caso di bullismo? Quali obblighi hanno i dirigenti scolastici?

Inoltre, abbiamo cercato di capire cosa aveva messo in atto, prima del suicidio di Paolo, la sua scuola, al momento oggetto di ispezione da parte del Ministero.

Studente suicida a 14 anni, partite ispezioni a scuola: ma cosa aveva attivato l’istituto contro il bullismo? I documenti

Bullismo, l’avvocato: ecco cosa rischiano i docenti che non rispettano gli obblighi

Nell’immaginario collettivo, purtroppo, il bullismo è considerato spesso alla stregua di una ragazzata. Così non è, spiega l’avvocato Dino Caudullo, esperto di diritto scolastico. Le responsabilità degli studenti che si macchiano di questi comportamenti possono essere penali e civili, coinvolgendo anche le famiglie. Quanto ai docenti e ai dirigenti scolastici, sono legate principalmente alla vigilanza e all’omessa denuncia.

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