Sono tanti i giovani ad essere vittime di bullismo, purtroppo. Si tratta di un fenomeno che non risparmia nessuno e che tristemente si verifica nei luoghi in cui i ragazzi passano molto tempo nella loro giornata: la scuola. L’ultimo caso noto è purtroppo finito in tragedia: un ragazzino della provincia di Latina si è tolto la vita a quattordici anni lo scorso 11 settembre, a due ore dall’inizio del nuovo anno scolastico.
Il motivo? Come hanno spiegato i genitori, il giovane era vittima da tempo di bullismo, da parte di studenti ma sembra, sempre secondo le testimonianze, anche da parte di docenti. A quanto pare, il 14enne veniva vessato per il suo aspetto dolce, per l’animo gentile, per i capelli lunghi, venendo chiamato “Paoletta” o “Nino D’Angelo”.
Il fratello del povero ragazzo ha scritto al ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, che ha mandato ispettori nelle scuole da lui frequentate: la prima ispezione, nell’istituto superiore frequentato da Paolo è avvenuta il 16 settembre. Ora, si passerà alle due scuole medie da lui frequentate. I genitori parlano di varie denunce fatte pervenire alla scuola, ma la dirigente scolastica dell’istituto superiore nega; probabilmente, dice il fratello, la ds non era a conoscenza in quanto il ragazzo frequentava una sede distaccata dell’istituto.
Ma cosa deve mettere in atto la scuola in caso di episodi di bullismo? Nel concreto, cosa devono fare i dirigenti e i docenti che vengono a conoscenza di atti di violenza fisica o psicologica nei confronti di un ragazzo o di una ragazza? Di recente le leggi in questo senso si sono inasprite. Il concetto base della nuova normative è il seguente: altro che ragazzate, non si può più chiudere un occhio di fronte a casi del genere.
La legge contenente disposizioni in materia di prevenzione e contrasto del bullismo e del cyberbullismo, pubblicata in Gazzetta Ufficiale del 30 maggio 2024, è entrata in vigore il 14 giugno 2024. Si tratta della Legge 17 maggio 2024, n. 70.
La nuova normativa prevede nuovi obblighi per le scuole, ecco quali:
Con la nota 121 del 20 gennaio 2025 il Ministero ha spiegato meglio gli obblighi dei dirigenti scolastici.
Se viene a conoscenza di atti di bullismo che coinvolgano studenti iscritti all’istituto scolastico che dirige, applica le procedure previste dalle linee di orientamento previste dalla legge 71 del 2017 (decreto prot. n. 18 del 13 gennaio 2021). Il loro ultimo aggiornamento risale al 2021 e nella nuova legge viene specificato che dovranno essere aggiornate a cadenza biennale.
Tali linee prevedono:
Il dirigente è tenuto a informare altresì tempestivamente i genitori dei minori coinvolti e promuovere adeguate iniziative di carattere educativo nei riguardi dei minori. Nei casi più gravi, ovvero in presenza di condotte reiterate e, comunque, quando le iniziative di carattere educativo adottate dall’istituzione scolastica non abbiano prodotto esito positivo, il dirigente scolastico riferisce alle autorità competenti anche per l’eventuale attivazione di misure rieducative.
Ma, nel concreto, secondo le linee di orientamento citate, cosa devono fare i docenti in presenza di fenomeni di bullismo?
La scuola deve attivare un sistema di segnalazione tempestiva. È utile inoltre una valutazione approfondita in funzione della gravità del problema, attraverso quattro specifici passaggi:
1. raccolta della segnalazione e presa in carico del caso;
2. approfondimento della situazione per definire il fenomeno;
3. gestione del caso con scelta dell’intervento o degli interventi più adeguati da attuare (individuale, educativo con il gruppo classe, di mantenimento e ripristino della relazione, intensivo e a lungo termine, di coinvolgimento delle famiglie);
4. monitoraggio della situazione e dell’efficacia degli interventi.
Quando si verificano episodi acuti di bullismo, la prima azione deve essere orientata alla tutela della vittima, includendo, successivamente, il bullo/prevaricatore e il gruppo classe. In generale, si suggerisce di seguire il seguente schema di intervento:
In caso di rilevanza penale del comportamento è obbligo della scuola segnalare l’evento all’autorità giudiziaria.
Tutti i docenti, venuti a conoscenza diretta o indiretta di eventuali episodi di bullismo o cyberbullismo, sono chiamati a segnalarli al referente scolastico o al Team Antibullismo d’istituto, al fine di avviare una strategia d’intervento concordata e tempestiva.