Breaking News
30.12.2025

Studente suicida per bullismo, il papà: “Le docenti di mio figlio? Bugiarde, le chat le inchioderanno”, c’è chi invoca prudenza

In questi giorni ci sono state novità relative allo studente quattordicenne suicida per bullismo lo scorso settembre, in provincia di Latina. Ieri, 29 dicembre, è arrivata la relazione degli ispettori ministeriali inviati dal Ministero dell’Istruzione e del Merito. Adesso si attende la decisione da parte dell’ufficio regionale scolastico su tre procedimenti disciplinari chiesti per la dirigente scolastica, la vicepreside e la responsabile della succursale. 

La relazione mette nero su bianco che per il ragazzo “si doveva e poteva fare di più”, scrive l’Ansa: “Se è vero che nei confronti di Paolo non c’era da parte dei compagni vero e proprio bullismo, che presuppone una ripetitività nel tempo, è anche vero che contro il ragazzo ci sono stati comportamenti ‘quasi aggressivi’ non arginati dal personale scolastico”.

Lo sfogo del papà

Immediato il commento del papà del ragazzo, che fin da subito ha puntato il dito contro la scuola e i docenti: “Quanto esce dalla relazione degli ispettori – dice, come riporta Il Corriere della Sera – fa capire che noi dicevamo la verità, da sempre. E se lo hanno accertato gli ispettori del ministero che non lo hanno vissuto, vuol dire che è successo anche di peggio”.

“Si capisce che la scuola non ha fatto il possibile per difendere Paolo. Lui ci diceva quello che succedeva, e noi lo riportavamo ai docenti. Ma da quando è morto, da loro mai un cenno, se non una lettera aperta in cui addirittura sembravano eroi che avevano svolto il loro dovere. E intanto nella stessa classe, dopo il caso di Paolo, c’è stato un altro atto di bullismo”, aggiunge. “Le insegnanti di Paolo sono delle grandissime bugiarde. Come facevano le docenti a non sapere niente? Ci sono delle chat che parlano proprio dell’ultimo episodio in cui Paolo è stato sbattuto al muro. Quelle chat inchioderanno le insegnanti”, queste le sue parole a La Repubblica.

Fanfarillo (Flc-Cgil): “Violazione riservatezza”

Come abbiamo scritto, c’è chi invoca prudenza. Roberta Fanfarilloresponsabile nazionale dei dirigenti scolastici della Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL si è esposta. “In questi giorni assistiamo all’anticipazione sui media di contenuti, parziali e decontestualizzati, degli esiti della visita ispettiva disposta dall’ufficio scolastico regionale del Lazio a seguito della segnalazione di presunti atti di bullismo che avrebbero spinto il giovane a togliersi la vita la sera precedente all’inizio delle lezioni”.

“Si tratta di anticipazioni”, prosegue la dirigente sindacale, “che farebbero riferimento a imminenti sanzioni nei confronti della dirigente scolastica e di due docenti della scuola, responsabili, a dire della giornalista, evidentemente bene informata dei fatti, di non aver messo in atto azioni che avrebbero potuto impedire la tragedia”. “Oltre alla grave violazione della riservatezza”, sottolinea Fanfarillo, “che deve caratterizzare i procedimenti disciplinari dell’amministrazione scolastica nei confronti del personale della scuola, l’aspetto peggiore è rappresentato dal tentativo evidente di condizionarne l’esito, in una fase molto delicata che avrebbe invece richiesto cautela nel rispetto di tutti i soggetti coinvolti, dalla famiglia dello studente agli operatori scolastici e alla dirigente contro la quale invece, registriamo un accanimento ingiustificato che compromette la percezione sociale della sua professionalità”.

Non sei ancora un utente TS+?

Registrati gratuitamente in pochi passi per ricevere notifiche personalizzate e newsletter dedicate