Da ieri ci sono importanti aggiornamenti sul caso del ragazzo suicida per bullismo, in provincia di Latina, a soli quattordici anni. Si è saputo che l‘ispezione ministeriale nella scuola che frequentava si è conclusa. Cosa succederà adesso?
Come riporta Il Corriere della Sera, sarebbero tre i docenti che rischiano la sospensione. Il motivo? Non avrebbero fatto il possibile per arginare i fenomeni di bullismo di cui era vittima il 14enne. La loro posizione, sotto la lente della procura di Cassino, potrebbe assumere profili di carattere penale qualora emergesse la mancata segnalazione di eventuali reati consumatisi nel perimetro scolastico.
La madre del ragazzo, ai microfoni di Ignoto X, su La7, ha detto: “Mio figlio non c’è più, me lo hanno ucciso. Se avessero adottato comportamenti idonei, veramente professionali, se fossero stati più attenti, mio figlio sarebbe ancora vivo. La vicepreside ci ha presi in giro, lei pensò bene di esortare mio figlio a raccontare tutto a lei, non a noi. Fu proprio lì che le cose peggiorarono, perché iniziarono a chiamarlo ‘spione'”.
Molto spesso i casi di bullismo si verificano a scuola, luogo in cui gli studenti passano gran parte delle loro giornate. Spesso si chiamano in causa, come negli ultimi giorni, docenti e dirigenti scolastici, accusati di non aver vigilato, di non essersi accorti di situazioni di disagio.
Per questo, La Tecnica della Scuola ha voluto fare chiarezza con un focus, per capire quali obblighi ha il personale della scuola, cosa si rischia in caso di mancata segnalazione.
Abbiamo cercato di capire cosa prevede la nuova legge contro il bullismo voluta dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, la n. 70 del 2024: cosa è cambiato? Cosa deve fare ogni scuola? Cosa dicono le linee guida in merito, che non vengono aggiornate dal 2021? Concretamente, cosa deve fare un docente che si trova davanti ad un caso di bullismo? Quali obblighi hanno i dirigenti scolastici?
Inoltre, abbiamo cercato di capire cosa aveva messo in atto, prima del suicidio di Paolo, la sua scuola, al momento oggetto di ispezione da parte del Ministero.
Nell’immaginario collettivo, purtroppo, il bullismo è considerato spesso alla stregua di una ragazzata. Così non è, spiega l’avvocato Dino Caudullo, esperto di diritto scolastico. Le responsabilità degli studenti che si macchiano di questi comportamenti possono essere penali e civili, coinvolgendo anche le famiglie. Quanto ai docenti e ai dirigenti scolastici, sono legate principalmente alla vigilanza e all’omessa denuncia.