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Aggiornato il 30.12.2025
alle 09:31

Studente 14enne suicida a Latina, la relazione degli ispettori ministeriali: chiesti tre provvedimenti disciplinari

Arriva la relazione degli ispettori ministeriali sulla vicenda di Paolo Mendico, lo studente 14enne morto suicida il primo giorno dell’anno scolastico, nella sua casa nel paese di Santi Cosma e Damiano, in provincia di Latina. E mette nero su bianco che per il ragazzo “si doveva e poteva fare di più”, scrive l’Ansa: “Se è vero che nei confronti di Paolo non c’era da parte dei compagni vero e proprio bullismo, che presuppone una ripetitività nel tempo, è anche vero che contro il ragazzo ci sono stati comportamenti ‘quasi aggressivi’ non arginati dal personale scolastico”.

A metà gennaio il termine per le sanzioni

Gli ispettori inviati dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, riporta ancora l’agenzia, “hanno chiesto tre procedimenti disciplinari a carico della dirigente scolastica ‘per le responsabilità che interessano la funzione dirigenziale’, della vicedirigente e della responsabile della succursale dell’istituto per ‘condotte omissive’. Parallelamente all’accertamento del ministero, corrono due inchieste giudiziarie”. Secondo l’Ansa “per ora non è scattata nessuna sanzione nei confronti del personale scolastico ma il 13 gennaio è il termine ultimo per farla partire”.

Vicenda “seguita con attenzione da Valditara”

L’Ufficio scolastico regionale, citato dall’agenzia, precisa che “l’intera vicenda è stata sin dall’inizio seguita con la massima attenzione dal ministro Valditara con la ferma volontà di accertare in maniera inequivocabile la verità“. E aggiunge che “gli ispettori incaricati dell’indagine hanno redatto una relazione molto accurata e il conseguente procedimento disciplinare è stato avviato immediatamente; la procedura sta seguendo rigorosamente i tempi previsti dalla legge e sino alla sua conclusione nessun giudizio può essere anticipato”.

Le parole degli ispettori ministeriali

Per gli ispettori, insomma, si sarebbe dovuto avviare un protocollo antibullismo in una classe turbolenta e “dai comportamenti non conformi al regolamento d’istituto” invece “si è innescato un meccanismo difensivo” fatto di bugie ed omissioni, “tanto che questo collegio ritiene più verosimile la descrizione delle dinamiche della classe che si legge nei verbali dei consigli di classe, anziché quella offerta dai docenti durante l’accertamento”.

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