Per contrastare l’assurda tendenza, portata avanti da alcuni giovani, di regolare i conti facendo uso di coltelli prelevati dalle mura domestiche, il Governo sta predisponendo dei provvedimenti urgenti che potrebbero essere contenuti nel pacchetto sicurezza di cui si discuterà in uno dei prossimi Consigli dei ministri (c’è chi ipotizza già in quello di martedì 20 gennaio).
A spingere per la “stretta” sono stati soprattutto i politici della Lega, che hanno rilasciato dichiarazioni per la limitazione dell’uso dei coltelli tra i minori. Ma anche del vice-premier Antonio Tajani, che ha proposto di proibire la vendita a chi non ha raggiunto la maggiore età.
“Il pacchetto – scrive l’Ansa – prevede due distinti documenti: c’è un decreto legge con varie norme tra cui l’istituzione di zone a vigilanza rafforzata, le cosiddette ‘zone rosse’, e il disegno di legge con i provvedimenti che puntano a limitare la violenza tra ragazzi, coinvolgendo anche la responsabilità dei genitori, introducendo pesanti limiti sul porto dei coltelli, oltre all’aggravante dei reati commessi in gruppo o nei pressi di scuole e giardini pubblici
Tra le novità del CdM potrebbe esserci anche la possibilità di installare metal detector nelle scuole più a rischio violenza accennata dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara.
Tra le norme previste, ha aggiunto l’agenzia di stampa, “c’è l’ampliamento dei reati per i quali si può applicare l’ammonimento del questore nei confronti di ragazzi di età compresa tra 12 e 14 anni: vengono inserite anche le ipotesi di lesione personale, rissa, violenza privata e minaccia qualora commessi con l’uso di armi o di strumenti atti ad offendere dei quali è vietato il porto in modo assoluto ovvero senza giustificato motivo. È inoltre prevista una sanzione da 200 a 1.000 euro” da assegnare ai genitori o a “chi è tenuto a sorvegliare i ragazzi”.
C’è poi da capire se – come vorrebbe la Lega – il disegno di legge potrà essere recepito come un decreto, quindi con i caratteri di necessità e urgenza, almeno per la parte che attiene agli under 18.
“Il provvedimento – ha sottolineato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi – è frutto del lavoro delle ultime settimane e degli ultimi mesi da parte dei tecnici del Viminale, che fa proprio tesoro delle esperienze degli ultimi tempi. Ha un buono stato di maturazione e ci sarà una concertazione a Palazzo Chigi tra i ministeri interessati”.
Durante un’intervista rilasciata al Tg5, il Ministro ha aggiunto che “”ci dobbiamo interrogare” su quanto sta accadendo, in particolare sull’utilizzo da parte degli studenti “di coltelli portati casa: noi pensiamo che ci debba essere qualcosa che vada oltre i sistemi di sicurezza, i sistemi di prevenzione tradizionali, qualche cosa che riguardi anche la cultura, l’educazione di questi ragazzi. E anche un po’ la sollecitazione del senso di responsabilità. Con il provvedimento che abbiamo messo in campo qualche cosa di questo c’è”.
Di tutt’altro avviso si è detto il segretario di Stato Vaticano, Pietro Parolin, secondo il quale occorrono “più valori, più educazione, aiutare questi ragazzi a riflettere, a vivere anche le cose positive, a non lasciarsi trascinare, certo ci vogliono evidentemente anche delle misure di sicurezza, non lo neghiamo ma non sono sufficienti”.
Al cronista che gli ha chiesto se si possa dire ‘più educazione e meno repressione’, Parolin ha risposto: “Se vogliamo usare una formula usiamo questa, sì”.