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Studenti medi di Napoli e altre città protestano contro scuola in presenza e chiedono la DaD

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Monta la protesta degli studenti nella scuola superiore in Italia, con una lettera inviata ai dirigenti scolastici, ai presidenti delle regione, ai sindaci, ai ministri Bianchi e Speranza, al commissario Figliuolo, agli USR e a tutti i sindacati della scuola, gli studenti medi chiedono di posticipare il ritorno in classe in presenza.

Nella lettera gli studenti sottolineano la grave situazione epidemiologica e la mancanza di sicurezza nelle scuole a fronte della presenza delle classi pollaio, della grave situazione dei trasporti, della mancanza di strumentazione per il ricambio d’aria nelle aule.

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Gli studenti della scuola secondaria di secondo grado, che più di tutti si erano battuti contro la DAD, ora chiedono, oltre al posticipo del rientro, un necessario quanto sofferto ricorso alla DAD in una situazione diventata ormai insostenibile.

Gli studenti medi chiedono inoltre di eseguire uno screening prima del rientro in presenza e l’accesso privilegiato alla vaccinazione della popolazione studentesca, utilizzando gli spazi interni degli edifici scolastici.

Gli studenti affermano che si asterranno da manifestazioni per evitare di creare assembramenti e quindi il diffondersi del virus, ma si asterranno a partire da domani 11 gennaio dalle lezioni in presenza per tutelare la loro salute, quella dei loro familiari e quella del personale docente e ATA, rendendosi disponibili alla didattica a distanza.

Il tam tam ha preso avvio questa mattina tra gli studenti medi di Napoli, dove le scuole, ad eccezione delle superiori, sono chiuse per l’ordinanza del presidente De Luca del 7 gennaio.
Mentre scriviamo, sono una quarantina gli istituti che hanno aderito all’iniziativa e dove domani gli studenti potrebbero disertare le lezioni in presenza chiedendo ai dirigenti scolastici l’attivazione della DAD.